Correzione 730, istruzioni per l’uso: i vari modelli, procedure e sanzioni

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19/09/2018

Entro il 25 ottobre 2018 è possibile presentare un modello 730 integrativo nel caso in cui in quello ordinario ci fossero errori.

Correzione 730, istruzioni per l’uso: i vari modelli, procedure e sanzioni

Entro il 25 ottobre 2018 è possibile presentare un modello integrativo del 730 nel caso in cui in quello ordinario ci fossero degli errori. Vediamo nel dettaglio cos’è un modello integrativo, a cosa serve, come presentarlo e a quali sanzioni si rischia di andare incontro.

Modello integrativo: cos’è?

Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato a lavoratori dipendenti e pensionati. La presentazione del modello ha diversi vantaggi. Innanzitutto, il contribuente non deve eseguire calcoli e ottiene il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga a partire dal mese di luglio. Per i pensionati vale lo stesso: la quota verrà disposta tramite la rata di pensione a partire dal mese di agosto o settembre. Se il contribuente, invece, deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione o dalla pensione direttamente nella busta paga.

E’ da un po’ che esistono due tipi di 730: quello classico, da richiedere al Caf, e quello pre-compilato. Il secondo è un tipo di modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate in una specifica area del suo sito web. Qui è possibile accedere attraverso varie modalità: il codice Pin dei servizi telematici oppure un’identità SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale). E’ possibile utilizzare anche le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o una Carta nazionale dei servizi.

Il modello 730 integrativo (o rettificativo) è un altro tipo di modello che si prende in considerazione soltanto nel momento in cui, presentato il classico, ci si rende conto che questo presenta degli errori. Tramite il integrativo si può, infatti, rimediare agli errori e alle omissioni del modello originale.


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Procedure in caso di errore

Se si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi si è occupato della compilazione del modulo per essere assistiti. E’ proprio in questa situazione che entra in gioco il modello rettificativo. Andiamo a vedere nello specifico.

Se il modello è stato compilato nel modo giusto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di muoversi in due direzioni:

  1. presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo. Il modello deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista, consulente), anche se il modello precedente è stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico o attraverso il sito internet dell’Agenzia delle Entrate;
  2. in alternativa, è possibile presentare un “modello REDDITI Persone fisiche” entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

Questo tipo di modello si deve presentare obbligatoriamente nel caso in cui il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante. E’, inoltre, tenuto a pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello, che verrà poi rimborsato dal sostituto d’imposta.

Tipi di 730 integrativo e scadenze

I modelli integrativi sono di tre tipi. In base all’errore commesso, sul nuovo 730, bisogna sbarrare la giusta casella. Innanzitutto, bisogna barrare la casella “730 integrativo”, successivamente la casella di uno dei 3 codici diversi per errore commesso.

Correzione 730, istruzioni per l'uso: i vari modelli, procedure e sanzioni
Caselle con i codici relativi al tipo di errore commesso nel 730 precedente.


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  1. per omissioni ed errori la cui correzione comporta un maggior rimborso, un minor debito o l’invarianza contabile rispetto all’originale (codice 1);
  2. per la correzione dei dati del sostituto d’imposta, in particolare se forniti in modo sbagliato nel precedente 730 (codice 2);
  3. sia per la correzione di errori ed omissioni che comporta un maggior rimborso, un minor debito o un’imposta uguale a quella del 730 originario sia per la correzione dei dati del sostituto d’imposta (codice 3).

Per presentare il modulo di rettifica ci sono delle scadenze da rispettare, pena andare incontro a delle sanzioni.

  • 25 ottobre per inviare un nuovo 730 per correggere gli errori del precedente
  • 10 novembre per inviare un modulo di correzione nel caso di errato sostituto d’imposta
  • 31 ottobre per la presentazione del modello Unico PF

Sanzioni

Le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dal termine di scadenza si configurano come tardive, mentre se vengono superati i 90 giorni, indipendentemente dalla presentazione, come dichiarazione omessa. La dichiarazione omessa costituisce comunque titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti di imposta. Solo la prima tipologia, quella tardiva, può beneficiare delle riduzioni sanzionatorie previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997.

Per la tardiva presentazione della dichiarazione si determinerà:

  • l’eventuale sanzione per omesso o tardivo versamento;
  • la sanzione vera e propria per la tardività applicabile nella misura “fissa”.

Per quanto riguarda la dichiarazione tardiva, la circolare n. 42 precisa che tale dichiarazione rimane soggetta alla sanzione “fissa” di 250 euro. La sanzione “fissa” per la dichiarazione tardiva può essere ridotta con il ravvedimento operoso a 1/10 (quindi di 25 euro).

Nel modello di versamento F24 va indicato il codice tributo 8911. Se dalla dichiarazione tardiva risulta un debito d’imposta si dovranno versare, oltre al tributo, gli interessi (con decorrenza dalla scadenza saltata) e la sanzione per omesso versamento, ridotta in funzione del momento in cui avviene la regolarizzazione.

Le sanzioni previste per l’omessa presentazione (oltre i 90 giorni) sono:

  • se sono dovute imposte la sanzione amministrativa va dal 120% al 240% (con minimo di 250 euro) dell’ammontare delle stesse. La sanzione va dal 60 al 120% nel caso in cui il contribuente provveda a presentare una nuova dichiarazione entro i termini della dichiarazione per l’anno successivo, mentre rimane dal 120 al 240% se non provvede alla nuova presentazione;
  • se non sono dovute imposte o per l’omessa dichiarazione si applica la sanzione da 250 a 1000 euro. Se si presenta la dichiarazione entro i termini dell’anno successivo, la sanzione va da 150 a 500 euro.