Credito d’imposta: definite le nuove regole per la quotazione delle PMI

Sono state definite le regole sul credito d’imposta per le PMI che vogliono quotarsi in borsa, Potranno essere ammessa anche le spese di collocamento, e il credito d’imposta sarà valido per tutte le tipologie di quotazione, con o senza aumento di capitale, e sarà riconosciuto previa presentazione di un’istanza, che dovrà essere inviata dal 1° ottobre dell’anno della quotazione fino al 31 marzo dell’anno successivo.

Come accedere al beneficio

Il bonus per le PMI, istituito nella legge di Bilancio 2018, prevede che le aziende devono aver iniziato una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione.

Le nuove regole definiscono in particolare: le attività e o costi ammissibili al beneficio; la procedura di riconoscimento, concessione e utilizzo del credito; i casi di revoca.

Risorse disponibili

Nella legge di bilancio 2018, sono state rese disponibili risorse che ammontano nel 2019 a 20 milioni di euro e per l’anno 2019 e 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Chi può fruire del credito d’imposta

Come riporta la rivista Ipsoa, per poter accedere al beneficio le PMI devono essere regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione della domanda ed operanti nei settori economici rientranti nell’ambito di applicazione del Regolamento (UE) n. 651/2014, compreso quello della produzione primaria di prodotti agricoli.

Appartengono a questa categoria le PMI che rispettano i seguenti parametri:

  • ULA (Unità lavorative-anno) comprese tra 10 e 250;
  • fatturato annuo compreso tra 2 e 50 milioni di euro o totale annuo di bilancio compreso tra 2 e 43 milioni di euro.

Come sopra evidenziato, per poter beneficiare del credito d’imposta, le PMI, devono aver iniziato una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione dopo il 1° gennaio 2018 con ammissione entro il 31 dicembre 2020.

Le limitazioni a questo beneficio, sono che le PMI, non devono aver ricevuto, e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

Inoltre, le imprese, devono essere in regola con restituzioni di somme dovute per provvedimenti di revoca di agevolazione concesse dal Mise.

Importo massimo del credito d’imposta

Il credito d’imposta è riconosciuto, fino a 500.000 euro. Si articola nel modo seguente:

 nella misura massima del 50% dei costi complessivamente sostenuti per le attività finanziabili, a decorrere dal 10 gennaio 2018 fino alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020.

 Il bonus verrà revocato dal Ministero  in caso di insussistenza di uno dei requisiti previsti o di non veridicità degli elementi dichiarati nell’istanza di concessione del beneficio.

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Redazione NotizieOra

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