Cumulo gratuito dei contributi: cos’è e quali sono i vantaggi

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16/02/2020

Con il cumulo si sommano gratuitamente i contributi versati in gestioni diverse, rispettando le regole di ognuna. Ideale per chi ha svolto lavori discontinui

Cumulo gratuito dei contributi: cos’è e quali sono i vantaggi

Quando sentiamo parlare di cumulo dei contributi non dobbiamo confonderci con i meccanismi della totalizzazione e della ricongiunzione. Di fatto, tutti e tre servono a valorizzare la contribuzione mista in casse differenti, permettendo di ottenere un unico assegno pensionistico; ma al contrario della ricongiunzione, il cumulo non prevede il trasferimento dei contributi in un’unica gestione e non prevede obbligatoriamente il calcolo contributivo, come invece accade nel caso della totalizzazione. Infatti, nel caso del cumulo i periodi assicurativi vengono semplicemente cumulati senza oneri e la pensione viene calcolata rispettando le regole di ciascun fondo.

Il cumulo è anche un’alternativa più conveniente rispetto all’Ape, con cui si può ottenere un assegno pensionistico anticipato ma ridotto. 

Ma quali sono i requisiti e le prestazioni conseguibili con il cumulo e come se ne può fare domanda?

Requisiti per il cumulo dei contributi 

Il cumulo può interessare tutti i lavoratori iscritti ad almeno due gestioni previdenziali come l’AGO e i suoi fondi esclusivi e sostitutivi, la Gestione Separata Inps o le casse libero professionali. È importante che il cumulo riguardi tutti i periodi contributivi non coincidenti accreditati nelle diverse gestioni, e che gli interessati non beneficino già di un trattamento pensionistico diretto in uno dei fondi coinvolti. 

Il trattamento è particolarmente vantaggioso per i dipendenti pubblici sotto la gestione Inpdap, i lavoratori di servizi poi privatizzati gestiti dall’Inps e i precari iscritti alla Gestione Separata. 


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Nel cumulo può essere incluso il riscatto della laurea e se ne può usufruire anche qualora si sia maturato autonomamente il diritto alla pensione.

A quali trattamenti si ha accesso con il cumulo? 

Una volta maturato il requisito anagrafico più alto tra quelli previsti dalle gestioni interessate, sarà possibile ottenere la pensione di vecchiaia. 

Con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se si è donna) si può conseguire invece la pensione anticipata, trattamento valido anche per i lavoratori precoci a cui serve un’età contributiva di 41 anni. 

Per Quota 100 invece, vanno considerati solo i contributi versati nelle gestioni pubbliche e non quelli nelle casse libero professionali, rispettando l’età contributiva richiesta di 38 anni. 

Tra gli altri trattamenti erogabili abbiamo la pensione di inabilità per gli invalidi al 100%: i requisiti sono di avere 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno 3 maturati nei 5 anni che precedono la domanda per la pensione. 

La pensione indiretta, per i defunti non ancora in pensione al momento del decesso, può essere ottenuta purché l’assicurato potesse vantare di 15 anni di assicurazione e contribuzione quando ancora in vita. Sono ammessi anche solo 5 anni di assicurazione e contribuzione di cui almeno 3 versati nei 5 anni precedenti il decesso. 

Tra i trattamenti che non è possibile ottenere mediante cumulo troviamo invece l’Assegno Ordinario di Invalidità e la pensione supplementare

Come viene calcolato l’assegno pensionistico tramite cumulo? 

Il calcolo avviene sommando le singole quote di ciascuna gestione in base alle regole di ognuna, determinate dai periodi d’iscrizione e dalle retribuzioni. Come accennavamo prima, è possibile che il calcolo avvenga anche con il sistema retributivo laddove previsto, ad eccezione che per i periodi successivi al 1° gennaio 2012 per i quali è obbligatorio il sistema contributivo. Ricordiamo che il sistema retributivo si applica ai periodi precedenti il 2012 o il 1996 in base alla presenza o all’assenza di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Si utilizza invece sempre il calcolo contributivo per i contributi versati nelle casse professionali e nelle gestioni Inps.


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Come presentare domanda? 

Per richiedere il cumulo occorre rivolgersi all’ente previdenziale in cui è stato versato l’ultimo contributo, il quale avvierà la procedura per aggregare i periodi contributivi presenti nelle altre gestioni. Il pagamento degli assegni pensionistici è a carico dell’Inps, che richiederà i pro-quota agli enti coinvolti.