Decreto Crescita e evasione fiscale, controlli anche su negozi e vendite online

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05/08/2019

Una delle norme del Decreto Crescita prevede il monitoraggio delle vendite online da parte dell’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale.

Decreto Crescita e evasione fiscale, controlli anche su negozi e vendite online

Il nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, introdotto dal Decreto Crescita, prevede controlli fiscali su negozi e vendite online. In tal modo, neanche l’e-commerce potrà essere covo di evasori fiscali. Tutti coloro che gestiscono un marketplace o qualsiasi altra piattaforma digitale tramite la quale possono vendere e guadagnare saranno tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle vendite online da loro effettuate.

Trasmissione dei dati

Gli imprenditori digitali saranno obbligati a comunicare trimestralmente i dati delle vendite effettuate online. Il primo invio si dovrà effettuare entro il 31 ottobre 2019. Nello specifico i dati richiesti sono:

  • la denominazione o i dati anagrafici completi, incluso l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite;
  • la residenza o il domicilio;
  • il codice fiscale;
  • l’indirizzo di posta elettronica;
  • il numero totale delle unità vendute in Italia;
  • a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia, l’ammontare totale o il prezzo medio di vendita.

I dati sono gestiti tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate nella più totale sicurezza. Infatti, per l’invio devono essere utilizzati appositi software che l’Agenzia metterà a disposizione degli interessati sulla piattaforma. Per i non residenti in Italia è possibile identificarsi all’Agenzia tramite un rappresentante fiscale, basta che egli sia residente in Italia.


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Questa nuova misura sarà utilizzata ai fini di controllare il volume di affari implicato nelle vendite online, a distanza, di bene importati o già presenti sul territorio europeo e scongiurare così l’evasione fiscale. Ovviamente, il tutto avverrà nel rispetto dei dati e delle informazioni pervenute.

Nel caso di mancata comunicazione o comunicazione incompleta, il diretto interessato sarà considerato debitore d’IVA. Ciò, però, può essere evitato:

  • nel caso di mancata comunicazione dei dati, il soggetto potrà dimostrare che l’imposta è stata comunque assolta dal fornitore;
  • nel caso di comunicazione incompleta dei dati, il soggetto potrà dimostrare di aver adottato tutte procedure presenti sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

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