Decreto definitivo: Quota 100, Opzione donna, Quota 41 e anticipata, reddito di cittadinanza

-
17/01/2019

Approvato il decreto contenente quota 100, proroga Opzione donna e Ape sociale, Quota 41, reddito e pensione di cittadinanza, TFS per gli statali e tant’altro.

Decreto definitivo: Quota 100, Opzione donna, Quota 41 e anticipata, reddito di cittadinanza

Approvato il decretone, chiamato così per le tante misure inserite: reddito di cittadinanza, pensione quota 100, proroga Opzione donna, proroga Ape Sociale, e tant’altro. Il presidente del Consiglio soddisfatto, ha commentato “Questa è una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorale ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero“. Analizziamo le principali misure inserite nel decretone.

Il Rei va in soffitta

Con l’arrivo del reddito di cittadinanza il Rei scomparirà, da marzo non potrà più essere richiesto, continuerà per chi già lo percepisce e continuerà a beneficiare per tutta la durata del vecchio sussidio.

Il reddito di cittadinanza non andrà a chi si è licenziato…

Non potranno beneficiare del reddito di cittadinanza coloro che hanno perso volontariamente il lavoro. Non hanno diritto i nuclei familiari che hanno componenti soggetti disoccupati a seguito dimissioni volontarie. Non hanno diritto al reddito i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena, e anche coloro che sono ricoverati in istituti di lunga degenza o altre strutture a carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Un’altra limitazione prevede che nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente.


Leggi anche: Censis, il rapporto del 2020 su consumi, ricchezza, società e sussidi di welfare: l’effetto del coronavirus

Reddito di cittadinanza le ultime modifiche: con il rifiuto dell’offerta lavorativa decade il sussidio

Sgravi per chi assume personale con il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza prevede una durata del beneficio per 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 18 mesi. Il datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato un beneficiario del reddito di cittadinanza, ha uno sgravio contributivo da 5 mensilità se è un uomo e 6 mensilità se è una donna e se si tratta di soggetti svantaggiati 18 mensilità, per un valore mensile massimo di 780 euro sotto forma di sgravio contributivo.

Ecco un esempio pratico di come funziona: L’azienda Rossi assume il signor Bianchi nella sua azienda. Bianchi è single e vive in affitto, e percepisce 780 euro al mese come reddito di cittadinanza. Il signor Bianchi fino al momento dell’assunzione aveva percepito 2 mesi di reddito di cittadinanza. Lo sgravio contributivo per l’azienda Bianchi sarà (18 mesi  – 2 mesi già percepiti) x 780 = 12.480 euro.

Pensione di cittadinanza da 780 euro a 1032 euro

Pensione di cittadinanza, ci saranno 780 euro se il pensionato vive da solo e per un nucleo fino a 1032 euro di pensione di cittadinanza.

Pensioni quota 100

Potranno andare in pensione con la quota 100 i nati entro il 1956 che lavora senza interruzioni almeno dal 1980, potrà accedere alla misura con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. La quota 100 è una misura sperimentale e sarà in vigore per tre anni dal 2019 al 2021. I lavoratori privati potranno uscire con i requisiti raggiunti il 31 dicembre 2018 entro il 1° aprile 2019, successivamente dovranno attendere tre mesi dalla maturazione dei contributi.

Per gli statali è cambiata la data di uscita dal 1° luglio è slittata al 1° agosto, successivamente la finestra resta di sei mesi con sei mesi di preavviso alle amministrazioni. Per la scuola la prima uscita il 1° settembre e la domanda potrà essere effettuata entro il 28 febbraio 2019.


Potrebbe interessarti: Pensioni e legge di bilancio 2021, riparte l’indennizzo ai commercianti

La quota 100 non è cumulabile con altri redditi di lavoro, ad eccezione da redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale con un massimo di 5.000 euro annui.

Monitoraggio spesa, chiamata clausola “salva-spesa” per quota 100, per evitare sforamenti per l’uscita anticipata. L’Inps dovrà monitorare bimestralmente le richieste di pensionamento, e controllare “nel caso in cui emergano scostamenti, anche in via prospettica”,  per fa scattare misure correttive come previsto dalla riforma del Bilancio dello Stato.

Quota 41 e pensione anticipata

Blocco dei cinque mesi per la pensione anticipata, si potrà accedere con gli stessi requisiti del 2018: 42 e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età. Blocco anche per il lavoratori precoci della quota 41, potranno accedere alla pensione con 41 anni di contributi nel 2019, indipendentemente dall’età.

TFS subito agli statali senza oneri per  lo Stato

Per il personale delle pubbliche amministrazioni, il Tfs è corrisposta al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione della stessa. Il ministro Conti ha ribadito che: “subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash”: “L’anticipo del Tfr per gli statali al momento arriva fino a 30mila euro, ma siamo un governo di ottimisti, c’è un percorso parlamentare e nessuno esclude che la già soddisfacente cifra possa salire 40-45mila euro, questo è l’obiettivo che ci siamo dati”.

Fondi bilaterali

Istituzione dei fondi di solidarietà bilaterali, che potranno erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per l’accesso quota 100 nei successivi tre anni. Un ulteriore anticipo di tre anni, che darà la possibilità di accedere a questo strumento avendo almeno 59 anni di età e andare in pensione a 62 nel 2021.

Proroga Opzione donna

Opzione donna nata nel 1960 per le lavoratrici dipendenti e per le nate nel 1959 le lavoratrici autonome, con almento 35 anni di contributi, la misura è stata prorogata solo per il 2019, è possibile leggere qui tutte le informazioni: Pensione Opzione donna 2019, decreto rivisto, speranza per le nate del 1960

Proroga Ape sociale

Prorogata anche l‘Ape sociale con 63 anni di età anagrafica e facente parte delle categorie di tutela (caregiver, disoccupati, disabili, lavoro gravoso/usurante) con 30/36 anni di contributi.

Riscatto anni universitari

Sconto per il riscatto anni universitari fino agli under 45, che abbiano iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono quindi per intero nel regime contributivo. La misura agevola i giovani con carriere discontinue per “coprire” buchi contributivi con costi limitati. Si potranno riscattare fino ad un massino di 5 anni con un versamento minimo.