Decreto definitivo: modificati i requisiti Quota 41 dal 2019, le novità

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28/01/2019

Pensione anticipata Quota 41 per i lavoratori precoci, l’articolo 17 del decreto definitivo riporta importanti novità, introdotta una finestra di tre mesi e non solo.

Decreto definitivo: modificati i requisiti Quota 41 dal 2019, le novità

Decreto pensione, oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha firmato. Il decreto include le misure di reddito di cittadinanza, pensione quota 100, proroga Opzione donna, proroga Ape Sociale, stop all’aspettativa di vita per la pensione anticipata, e modifiche alla quota 41. Il provvedimento entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in G.U., da quel momento il Parlamento avrà 60 giorni di tempo per la conversione in legge.  Analizziamo le modifiche apportate alla Quota 41 per il 2019.

Pensione Quota 41 riservata ai lavoratori precoci

Possono aderire alla Quota 41 i lavoratori che al compimento del 19° anno di età hanno maturato almeno un anno di contributi versati, esattamente 12 mesi o 52 settimane, questa categoria viene denominata “lavoratori precoci”. Il requisito contributivo richiesto è di 41 anni di contributi e inoltre, bisogna trovarsi in una delle categorie di tutela:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti o lavoratori che svolgono mansioni gravose.


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Art. 17 – Abrogazione incrementi età pensionabile per effetto aumento speranza di vita

Il decreto definitivo riporta importanti novità per la Quota 41, bloccato l’adeguamento dell’aspettativa di vita ISTAT dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2026. Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2019, i lavoratori che intendono avvalersi della Quota 41, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi. L’articolo recita:

” Per i soggetti che maturano i requisiti di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 non trovano applicazione dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2026 gli adeguamenti di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e di cui all’articolo 1, comma 149, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e gli stessi soggetti, a decorrere dal 1° gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi. Conseguentemente, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 203, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e successive modificazioni e integrazioni, è incrementata di 31,0 milioni di euro per l’anno 2019, 54,4 milioni di euro per l’anno 2020, 49,5 milioni di euro per l’anno 2021, 55,3 milioni di euro annui per l’anno 2022, 100,0 milioni di euro per l’anno 2023, 118,1 milioni di euro per l’anno 2024, 164,5 milioni di euro per l’anno 2025, 203,7 milioni di euro per l’anno 2026, 215,3 milioni di euro per l’anno 2027 e 219,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028″.