Decreto Rilancio: novità su 730 e IMU, scopriamole

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12/05/2020

Nel decreto Rilancio che il governo sta per liquidare dovrebbero essere contenute importanti novità su IMU e dichiarazione con il 730.

Decreto Rilancio: novità su 730 e IMU, scopriamole

Il Decreto Rilancio dovrebbe essere approvato oggi: dopo lo slittamento da aprile a maggio, il decreto, quindi, dovrebbe vedere la luce nella giornata di oggi e tra le tante novità e misure in esso contenute ci saranno anche delle variazioni su Imu e dichiarazione dei redditi con il 730. Vediamo, quindi, nel dettaglio di queste sole due misure, cosa introdurrà il decreto Rilancio.

Decreto Rilancio IMU

Per l’imposta sugli immobili l’esecutivo ha cancellato la rata IMU di giugno ma solo per il settore ricettivo. Non sono obbligati al pagamento della prima rata dell’IMU, quindi, pensioni, stabilimenti balneari ed alberghi a patto che a gestire l’attività sia il proprietario. Non saranno dovute nè le quote di imposta statali nè quelle comunali.

Se, quindi, un proprietario di una struttura ricettiva la da in gestione ad una terza persone  il proprietario,  entro il 16 giugno, sarà tenuto al pagamento dell’IMU.

Una misura simile era attesa anche per centri commerciali e capannoni ma non essendoci coperture finanziarie l’abolizione dell’imposta per queste categorie di immobili non è stata portata avanti.

730 e novità nel DL Rilancio


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Ci sono novità importanti anche per il 730 contenute nel decreto Rilancio che dovrebbe essere liquidato entro oggi.Nel particolare le novità interessano i lavoratori cui potrebbero essere negati i conguagli a causa del coronavirus.

Il  Fisco, infatti, potrebbe avere qualche intoppo nel pagamento dei rimborsi. Il governo, quindi, ha nell’intenzione quella di dare la possibilità di utilizzare proprio la dichiarazione dei redditi con il modello 730 anche per conguagli in assenza di sostituti di imposta (o anche nel caso che il sostituto d’imposta non fosse nella posizione di effettuarlo).

Come funzionerebbe? Se dalla liquidazione risultasse un credito a rimborsarlo sarebbe l’Agenzia delle Entrate dopo il 30 settembre. Se, invece, risultasse un debito e a dover pagare dovesse essere proprio il contribuente, potrà farlo utilizzando l’F24.