Dichiarazione dei redditi: posso presentare una integrativa?

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29/04/2020

Quali sono le sanzioni previste nel caso presentazione di dichiarazione dei redditi errata o omessa? Quando va presentata l’integrazione?

Dichiarazione dei redditi: posso presentare una integrativa?

I contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi, se ravvisano la presenza di errori od omissioni nella fase successiva alla presentazione possono rimediare? Si, il contribuente che per errore ha inviato una dichiarazione, nella quale ad esempio, ha dichiarato un minor reddito, oppure, ha inserito una maggiore deduzione o detrazione, può esibire una dichiarazione redditi integrativa che va a modificare i dati errati presentati nella dichiarazione precedente. In sostanza, il contribuente con la correttiva procede a sanare la posizione attraverso il versamento dell’imposta dovuta, con l’aggiunta di sanzioni e interessi, anche avvalendosi delle sanzioni ridotte con il ravvedimento operoso.

Quando è ammessa la dichiarazione dei redditi integrativa?

Il contribuente che si appresta a presentare la dichiarazione dei redditi integrativa, deve considerare che quest’ultima andrà a sostituire quella presentata precedentemente. In linea generale, l’ultima data utile per esibire la dichiarazione dei redditi (persone fisiche e aziende) scade il 30 novembre di ogni anno (salvo eventuale proroga dovuta alla pandemia da Coronavirus). È possibile che dopo la presentazione della dichiarazione, l’azienda o il libero professionista noti degli errori sulla definizione dell’imposta, nello specifico, ad esempio:

– omessa dichiarazione di un’entrata derivante da un lavoro occasionale;
– aver operato delle detrazioni o deduzioni in modo sproporzionato, come ad esempio, costi non dichiarati nell’esercizio.

Quando va presentata la dichiarazione integrativa?

Ai sensi dell’articolo 43 del DPR 600/73, la dichiarazione integrativa a sfavore va presentata entro 31 dicembre del 7° anno consecutivo alla data di esibizione della dichiarazione ordinaria.
L’Agenzia delle Entrate, ha chiarito che il contribuente può sanare la dichiarazione dei redditi errata o omessa attraverso una dichiarazione integrativa, con l’applicazione di sanzioni, tra cui:


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– prevista una sanzione amministrativa pari al 30% nel caso di omesso versamento sulle imposte. Il contribuente può versare una sanzione ridotta al 15% nell’ipotesi in cui la dichiarazione integrazione venga esibita entro i 15 giorni consecutivi alla scadenza.

– prevista una sanzione amministrativa dal 90% al 180% per la dichiarazione infedele. In relazione alle imposte dovute, ma non versate, oppure nel caso di minor credito prodotto.

Il contribuente che esibisce la dichiarazione dei redditi integrativa deve, comunque, prevedere il versamento di un’imposta con l’aggiunta di sanzioni e interessi. Va ricordato che sulla quantificazione del pagamento incidono gli errori o le omissioni delle imposte. Il contribuente può sanare la sua posizione attraverso il ravvedimento operoso. In caso contrario, il contribuente può aspettare che l’Agenzia delle Entrate comunichi l’importo dell’irregolarità da sanare.