Dichiarazioni Iva 2019: visto di conformità e credito, le novità

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07/03/2019

Dichiarazioni Iva 2019: visto di conformità e utilizzo credito, chiarimenti e criticità sugli adempimenti, tutte le novità.

Dichiarazioni Iva 2019: visto di conformità e credito, le novità

Le regole principali sul visto di conformità su dichiarazioni Iva 2019, prevedono che chi rilascia il visto deve anche trasmettere la dichiarazione annuale Iva 2019.

Trasmissione dichiarazione Iva 2019 e visto di conformità

Tuttavia, quando la trasmissione delle dichiarazioni viene effettuata dalla società di servizi o dallo studio
associato è necessario che sia verificato il “collegamento” con chi appone il visto. A tal fine, nell’ipotesi
della società di servizi il professionista che “vista” deve possedere la maggioranza assoluta del capitale
sociale o, in caso di più soci, questa deve essere posseduta da più professionisti abilitati all’apposizione
del visto.

Nel caso dell’associazione professionale, invece, la metà degli associati deve essere costituita da
soggetti legittimati al visto.

Il professionista, che svolge l’attività nell’ambito di un’associazione professionale e non possiede
un’autonoma partita Iva, può comunque avvalersi della società di servizi, sempreché il capitale della
stessa sia posseduto a maggioranza assoluta da uno o più professionisti abilitati.

Il professionista che opera in uno studio associato può utilizzare la polizza assicurativa dello studio;
tuttavia, deve essere prevista un’autonoma copertura per l’attività di apposizione del visto con
l’indicazione del professionista abilitato.

Utilizzo del credito Iva con visto di conformità

L’apposizione del visto di conformità da parte del professionista, o dei soggetti che esercitano il controllo
contabile, “consente” le compensazioni sopra soglia dal decimo giorno successivo a quello di
presentazione della dichiarazione annuale IVA vistata. L’eventuale utilizzo del credito (esistente) in
assenza di visto di conformità, o in presenza di visto irregolare, è punito con la sanzione amministrativa
del 30%.


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Le eccedenze Iva fino a 5.000 euro che emergono dal modello relativo al 2018, possono essere usate
in compensazione fin dal 1 gennaio 2019

Fonte: Il Sole24ore