Diesel basta: cosa dice la sentenza tedesca

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02/11/2018

La fine dei motori diesel sembra essere sempre più vicina. La sentenza tedesca del tribunale amministrativo federale di Lipsia contro l’utilizzo delle auto diesel nei centri urbani.

Diesel basta: cosa dice la sentenza tedesca

E’ stata emanata la sentenza tedesca del tribunale amministrativo federale di Lipsia contro l’utilizzo delle auto diesel nei centri urbani. Essa mette ancora di più in discussione il futuro dei veicoli a gasolio, la cui salute dal punto di vista industriale è già precaria.
Con gli annunci di Volvo, Porsche e Toyota, anche la Fca inizia a farsi sentire. Infatti, in attesa della conferma ufficiale, il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha così deciso di non offrire più motorizzazioni a gasolio sui propri modelli a partire dal 2022. Tale scelta non ricade sui veicoli commerciali, ma sarebbe legata al crollo della domanda e all’aumento dei costi per rendere le versioni a gasolio in linea con gli standard sulle emissioni inquinanti.

Volvo ed il diesel: l’inizio di tuttoDiesel basta: cosa dice la sentenza tedesca

A dare inizio a questa tendenza ci ha pensato Volvo con la decisione di avere almeno una versione elettrificata in gamma a partire dal 2020. Ci si chiede di conseguenza: addio alle versioni a gasolio da parte del marchio svedese? Non proprio. I motori diesel continueranno ad essere presenti ma aumenteranno in maniera significativa le versioni ibride e debutteranno modelli elettrici al 100%. Se Volvo è stata la prima a contribuire al de profundis del diesel, dall’altro canto anche Porsche ha recentemente annunciato che sospenderà la commercializzazione di Macan alimentati a gasolio. Anche in questo caso però bisogna approfondire la situazione e aspettare notizie ufficiali piuttosto che ufficiose.

Cosa ne pensano gli altri costruttori di macchine?


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Zuffenhausen è pronto a lanciare nel 2019 la sua prima vettura elettrica, ma non abbandonerà i motori a gasolio per sempre. Infatti, semplicemente sta aspettando di lanciare la nuova generazione di propulsori diesel, attesi nel corso del 2018 sotto il cofano della rinnovata Cayenne.
Per quanto riguarda la Toyota, ha deciso di sospendere la vendita di motori a gasolio in Italia per puntare solo su benzina e ibrido. Di simile opinione sono Mercedes, Gruppo Volkswagen e Bmw : grandi investimenti sulla mobilità elettrica ma nessun abbandono al diesel come confermatoci dal Ceo di Audi Rupert Stadler.
Con Mercedes l’offerta di veicoli elettrici si tradurrà nella nuova gamma EQ, che proporrà in versione a zero emissioni un lungo elenco di modelli con caratteristiche dimensionali simili all’offerta attuale. Diversamente farà Smart che invece dirà addio al motore termico a partire dal 2019, dopo l’abbandono delle versioni diesel già a partire dal 2014, diventando così il secondo produttore insieme a Tesla ad offrire una gamma esclusivamente elettrica. Sul fronte dei numeri relativi al parco circolante i numeri forniti da Acea confermano il cambio di rotta tra diesel e benzina ma non ancora è tutto ufficiale.

Le stimeDiesel basta: cosa dice la sentenza tedesca

Durante l’anno 2017, per la prima volta dal 2009, nell’Europa a 15 le vendite di auto a benzina hanno “sorpassato” quelle diesel, con un calo di quest’ultime del 17% rispetto al 2016. I numeri però non sono sempre gli stessi e cambiano da paese a paese, con la Germania che vede il benzina battere il diesel 61.7% contro 34%, mentre l’Italia conferma la predilezione per il gasolio arrivando al 56.7%. Un elemento da non dimenticare è un ipotetico scenario di abbandono al diesel a causa dell’aumento dell’inquinamento.
Nonostante i motori a gasolio vengano additati come i “nemici dell’ambiente”, in quanto le emissioni di ossido di azoto (NOX) sono maggiori, a parità di cilindrata producono una quantità minore di anidride carbonica. Ed è proprio sulla questione della CO2 che si concentra l’allarme dell’Acea.
Infatti, si ritiene che un repentino cambio di alimentazione renderà più difficile il raggiungimento degli obiettivi ambientali. A metà settembre 2017 l‘Acea ha chiesto di rinviare dal 2021 al 2030 il taglio del 20% delle emissioni di anidride carbonica, previsto per la lotta ai cambiamenti climatici.


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