Domanda anticipo TFS di 45mila euro anche con debiti in corso?

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18/06/2020

Domanda di anticipo TFS anche con debiti in corso? Ecco i casi di esclusione previsti dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Domanda anticipo TFS di 45mila euro anche con debiti in corso?

Domanda anticipo TFS per un massimo di 45mila euro, pubblicato il decreto con le modalità di richiesta e concessione da parte delle banche ai lavoratori che ne faranno richiesta. Possono presentare domande anticipo TFS i dipendenti pubblici che sono andati in pensione con Quota 100. Prima di procedere all’invio della domanda di anticipo TFS bisogna fare richiesta all’Inps della certificazione del TFS. Il dubbio sorge sui pensionati che hanno in corso debiti, possono fare domanda? 

Domanda anticipo TFS con debiti in corso, è possibile?

Un lettore ci espone le sue considerazioni e ci pone una domanda specifica: 

“Sono pensionato dal 01/08/2019, col DL 04/2019 quota 100, ero dipendente ASL. Ho cessato il rapporto di lavoro per accedere alla pensione. Ho necessità, appena diventa operativo il Decreto di attuazione dell’anticipo TFS/TFR (art. 23 DL 04/2019), di farne richiesta. Visto il Vostro, sempre utile, articolo del 10/06/20 sulla procedura di presentazione delle domande necessarie. Dal quale si ricava che in conclusione i tempi per avere il finanziamento sono di non meno di 4 mesi e mezzo.

Chiedo perche’ mai l’INPS non da la possibilità di richiedere ed avere la certificazione TFS/TFR dal momento che il lavoratore va in pensione. Sembra una situazione assurda, dove il lavoratore oltre a subire un lungo ritardo dell’erogazione, non ha neanche il diritto di sapere subito a quanto ammonta la sua liquidazione. Capisco che forse il calcolo andrebbe rifatto al momento dell’erogazione, a causa dell’incremento dovuto per il posticipo, ma con gli strumenti attuali telematici parliamo di operazioni molto veloci. Comunque i tre mesi di tempo all’INPS mi sembrano del tutto esagerati, un mese sarebbe anche troppo.


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In questo caso taglierebbe i tempi per l’erogazione del finanziamento che anticipa il TFS/TFR.

Nel mio caso specifico, ho in corso due prestiti finanziari, cessione del quinto e prestito personale, posso comunque avere il diritto all’anticipo TFS/TFR (art. 23 DL 04/2019), l’importo lordo della mia pensione mensile è di 1.400 euro. Non mi sembra ci siano riferimenti specifici nella normativa, anche perché sarebbe assurdo escludere da questo provvedimento proprio coloro che oggettivamente hanno maggior bisogno.

Ringrazio per il Vostro utile servizio.”

Purtroppo, si parla spesso di semplificazioni, ma non sempre funzionano, inoltre, secondo le ultime novità l’anticipo slitterà a luglio

In merito alla sua domanda e la possibile esclusione dall’anticipo per debiti in corso, la normativa precisa solo alcuni casi di esclusione segnalati dalla centrale Rischi della Banca d’Italia, di seguito una breve analisi su come presentare la domanda e i casi in cui il contratto non viene approvato. 

Presentazione della domanda e contratto di anticipo TFS TFR

Il decreto specifica le modalità per la presentazione dell’istanza nello specifico evidenzia i documenti che bisogna allegare alla domanda:

– certificazione rilasciata dall’Inps delle somme spettanti;

– proposta di contratto di anticipo TFS TFR sottoscritta dal richiedente;

– coordinate bancarie del richiedente sul quale accreditare l’importo richiesto.

L’ente erogatore entro trenta giorni effettua le verifiche ed effettua comunicazione alla banca, la quale a sua volta, entro quindici giorni dalla data di efficacia del contratto, provvede all’accredito sul conto corrente del richiedente l’importo richiesto. 

⇒ Anticipo TFS TFR dipendenti pubblici, pubblicato in Gazzetta: certificazione e invio domanda

Quando la proposta di contratto non è accettata?

Ci sono casi specifici che la proposta di contratto di anticipo TFS TFR non viene accettata, nello specifico:


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– quando la banca è impossibilitata ad ottenere la cessione del TFS TFR nella misura inserita nel contratto di anticipo da parte del richiedente;

– il richiedente è registrato nella Centrale rischi della Banca d’Italia o in altri sistemi di informazione creditizia privati per debiti scaduti o sconfinanti;

– quando il TFS o TFR è offerto in garanzia, in tutto o in parte, è spettante al coniuge separato o divorziato;

– impossibilità per la banca di perfezionare il contratto di anticipo TFS TFR in base alle norme vigenti. 

Conclusione

Se lei non rientra in nessuno dei casi di esclusione elencati la domanda dovrebbe essere accettata.