Domanda per l’indennità di accompagnamento è valida anche con vizi

-
20/11/2019

La richiesta per l’indennità di accompagnamento va accettata anche in presenza di vizi formali, ecco cosa ha deciso la Cassazione

Domanda per l’indennità di accompagnamento è valida anche con vizi

Il ricorso esposto dall’Inps, al riguardo di una richiesta di accompagnamento presentata da un soggetto è stata respinta in quanto il certificato medico mancava della valutazione sulle condizioni di disabilità del soggetto stesso, la Cassazione con l’ordinanza n. 29786/2019 lo ha rigettato. Si specifica, infatti che anche in presenza di vizi formali della domanda, questi non ostacolano il riconoscimento dell’accompagnamento.

Indennità di accompagnamento non riconosciuta

Il ricorso in opposizione ai sensi dell’art. 445 bis, co. 6 c.p.c. presentato dall’Inps, è stato rigettato dal giudice in primo grado. L’Inps aveva obiettato che la domanda presentata per ottenere l’indennità di accompagnamento presentava vizi di forma.

Alla domanda dell’Indennità di accompagnamento, il soggetto aveva allegato il certificato medico in cui non si erano indicati i requisiti necessari che invece l’Inps richiede per accedere al beneficio. Come la mancanza di deambulazione o la capacità di svolgere le azioni quotidiane. Ma, dall’esame dalla Ctu si è potuto constatare il reale stato del soggetto, quello di un comprovato stato di handicap, con il conseguente diritto all’indennità.

Inps ricorre in Cassazione


Leggi anche: Pensioni di garanzia allo studio per giovani e precari

Inps ritiene che il tribunale avrebbe riconosciuto l’indennità di accompagnamento al soggetto erroneamente, in quanto non ha preso in considerazione il certificato medico che è privo di indicazioni sulle condizioni di salute del richiedente, come la sua impossibilità a deambulare e a svolgere le azioni di vita quotidiana.

La domanda di indennità di accompagnamento va accolta anche in presenza di vizi

Con l’ordinanza n. 29786/2019, i giudici della Cassazione hanno rigettato il ricorso presentato dall’Inps, rifacendosi anche ad una recente sentenza della Cassazione n. 14412/209 in cui è stato stabilito che è possibile integrare i requisiti per la richiesta dell’indennità anche senza la formalistica compilazione dei moduli dell’Inps e senza uso di formule già predisposte. L’importante è che la domanda sia specifica di quale prestazione sia richiesta, in modo da poter procedere nell’ambito amministrativo regolarmente.

Da ciò si può dedurre che non è necessario, nella domanda amministrativa segnalare le condizioni sanitarie, che in base a queste si può ottenere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento: dipende dal reddito dell’invalido?