Ecobonus ed ecotassa per acquisto auto, a rischio per fattura elettronica

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27/02/2019

Ecobonus ed ecotassa per acquisto auto con contributo previsto nella legge di Bilancio, a rischio per criticità della fattura elettronica 2019

Ecobonus ed ecotassa per acquisto auto, a rischio per fattura elettronica

L’ecobonus è un contributo statale sull’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2 (fino a 70
grammi/chilometro), di categoria M1 (auto, pulmini e camper) il cui prezzo di listino ufficiale è inferiore a 50.000 euro, Iva esclusa.

Ecobonus e contributo senza rottamazione

Il contributo varia dai 1.500 euro per una “plug in” senza rottamazione di un veicolo vecchio ai 6.000 euro per un’elettrica con rottamazione. L’ecotassa è un tributo supplementare sull’acquisto di veicoli M1 (non a uso speciale) con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km. Va da 1.100 a 2.500 euro.

Ecotassa termine di pagamento non fissato in legge di Bilancio 2019

Il termine di pagamento dell’ecotassa auto non è stato fissato dalla legge di Bilancio 2019. Non è
possibile colmare la lacuna con un semplice decreto ministeriale. L’unico provvedimento adottabile è la
risoluzione dell’Agenzia delle Entrate con cui sarà fissato il codice tributo dell’ecotassa, ma atti di questo
tipo non possono contenere disposizioni su altri aspetti. Il pagamento, inoltre, potrà avvenire solo con
modello F24. Ciò implica una notevole differenza rispetto agli altri tributi sull’acquisto dei veicoli.

Criticità per fattura elettronica dal 1° gennaio 2019

Ecobonus e fattura elettronica dal 1° gennaio 2019, i dubbi non sono stati risolti. L’affinamento del decreto ministeriale attuativo dell’ecobonus non ha risolto i dubbi creati dalla prima versione del testo: il contenuto e la data di emissione della fattura del costruttore. Peraltro, la versione attuale precisa che la prenotazione del contributo deve indicare l’atto di acquisto e l’acconto, per evitare che fruisca del bonus chi ha stipulato l’atto prima del periodo agevolato e cerca di rientrarvi abusivamente poiché l’immatricolazione è avvenuta in tale periodo.

Dubbi sull’indicazione dello sconto nella fattura elettronica

I dubbi sulla fattura nascono dal fatto che, in base alla seconda bozza del decreto, l’atto di acquisto
deve indicare lo sconto dovuto al bonus statale come risulta proprio nella fattura. Quest’ultima è quella
emessa dalla casa costruttrice o da chi ha importato il veicolo in Italia e deve contenere il nome
dell’acquirente e l’importo del bonus.


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Rilevato che, rispetto alla prima bozza del decreto, è stata solo corretta la sintassi, emerge comunque ancora l’incongruenza del meccanismo: normalmente la fattura riguarda il rapporto tra casa costruttrice e il venditore del veicolo ed è emessa senza sapere chi è osarà l’acquirente finale.

Inoltre, rispetto alla prima bozza del decreto, nella seconda ci sono due particolari in più sulla
prenotazione del bonus, che è l’operazione fondamentale per ottenerlo. Dopo avere confermato che la
prenotazione deve avvenire su un sistema informatico creato sul sito web del ministero del Mise, si
aggiunge che devono essere inseriti i dati relativi all’ordine di acquisto del veicolo, ivi compresa
l’indicazione dell’importo versato a titolo di acconto.

Conclusione

In conclusione, si cerca di evitare possibili abusi nell’imminente fase di partenza del bonus, che è
riservato a chi, nel periodo 1.03 – 31.12.2021, firma il contratto di acquisto e immatricola il veicolo.

Entrambe le operazioni devono avvenire nel periodo agevolato, ma la data dell’atto di acquisto può
essere alterata: normalmente è un foglio che resta fra le parti e può facilmente essere ante datato o
post datato di comune accordo tra le parti stesse