Erogazione TFS statali: cosa cambia tra pensione di vecchiaia e quota 100?

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29/02/2020

Per chi si dimette ed accede alla quota 100 solo in un secondo tempo qual è l’attesa per la liquidazione del TFS?

Erogazione TFS statali: cosa cambia tra pensione di vecchiaia e quota 100?

Torniamo a parlare del TFS per i dipendenti del pubblico impiego, che per la sua erogazione e liquidazione costringe gli ex dipendi ad attese molto lunghe che possono variare dai 15 mesi ad oltre  6 anni. Cerchiamo di capire cosa cambia per chi, dimessosi, inizialmente intendeva accedere alla pensione di vecchiaia e, successivamente ha optato per la quota 100.

Liquidazione TFS

Un nostro lettore ci scrive:

Buonasera a chi legge!Con la presente sono gentilmente  a chiedere il seguente chiarimento:
Mi sono dimesso nel giugno del 2018 dall’ Ente locale per cui lavoravo, all’età di 64 anni e 7 mesi.
Con le regole in vigore in quel momento (L. Fornero), averi dovuto attendere il compimento dei 67 anni per poter accedere alla pensione, ovvero novembre 2020.
Sempre con le regole di allora, l’ufficio personale mi comunicò che il TFS mi sarebbe stato erogato in 3 rate a partire da settembre 2020 ovvero dopo 27 mesi. 
Nel 2019 però ho aderito a quota 100 avendo i requisiti in abbondanza e per tanto la pensione mi è stata erogata da agosto 2019.
La domanda è: il fatto di aver aderito a quota 100, posticipa nel mio caso l’erogazione delle rate del TSF?
Se sì quando potrò contare sulla prima rata? 

Ringrazio anticipatamente per l’attenzione, ed attendo una Vs. cortese e gradita risposta.
Buon lavoro!!

Il DL 4/2019 prevede che per “il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la “pensione quota 100”, conseguono il diritto alla decorrenza dell’’indennità di fine servizio comunque denominata al momento in cui tale diritto sarebbe maturato a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, tenuto conto degli adeguamenti di cui al comma 12 del medesimo articolo.”.

Al momento delle sue dimissioni volontarie, quindi, non aveva optato per quota 100 (che tra l’altro ancora non esisteva) e, quindi, l’erogazione del TFS sarebbe avvenuta dopo 24 mesi più 90 giorni (i 27 mesi comunicati dall’ufficio del personale).


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Per chi  aderisce a quota 100, invece, l’erogazione della prima rata del TFS spetta dopo 15 mesi dal compimento dell’età anagrafica per accedere alla pensione di vecchiaia, nel suo caso, quindi, a marzo 2022.

Veniamo al suo caso, che è comunque abbastanza anomalo. A mio avviso le spetterebbe in ogni caso la liquidazione del TFS dopo 27 dalla cessazione poichè al momento delle sue dimissioni quota 100 neanche esisteva (e difficilmente la normativa è retroattiva), ma l’INPS potrebbe anche decidere di applicarle l’attesa prevista per i quotacentisti, anche se, sempre a mio avviso, l’ipotesi è abbastanza remota.