Esenzione Imu: il pagamento non si applica se i coniugi vivono in immobili posti in Comuni diversi

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10/01/2020

Marito e moglie che vivono in due immobili di proprietà siti in due comuni diversi sono esentati entrambi dal pagamento dell’IMU.

Esenzione Imu: il pagamento non si applica se i coniugi vivono in immobili posti in Comuni diversi

Se i coniugi vivono in due immobili distinti posti in Comuni diversi il pagamento dell’IMU non si applica. Anche se la Legge di Bilancio 2020 ha eliminato la possibilità di avere due prime casa diverse nei comuni di residenza dei due coniugi la sentenza in questione è importante per l’applicazione in contenzioni pregressi al 2020.

La sentenza

Di fatto la sentenza in questione afferma che se marito e moglie, pur non essendo separati legalmente o di fatti, vivono e hanno residenza in Comuni diversi indicando come abitazione principale un’immobile di proprietà  hanno entrambi diritto all’esenzione dal pagamento dell’IMU poichè per fruire del beneficio i requisiti sono residenza anagrafica e dimora abituale.

Il caso

Una donna aveva impugnato un avviso di accertamento per l’IMU 2013 in rettifica al parziale pagamento effettuato. Ai tempi il Comune aveva applicato la mini IMU detraendo dall’importo 55 euro. Con l’avviso di accertamento il Comune chiedeva il pagamento di 1674 euro per l’imposta non versata e i relativi interessi e sanzioni per la casa di abitazione della donna, di cui è proprietaria.

La donna in ricorso sosteneva di non essere soggetta al pagamento dell’IMU proprio perchè l’immobile, detenuto a titolo di proprietà, era l’abitazione principale e la residenza anagrafica del suo nucleo familiare costituito dalla stessa e dal figlio.

In applicazione del comma 2, articolo 13 del decreto legge 201 del 2011, infatti, l’immobile era esente dal pagamento dell’IMU.

Il Comune non intendeva applicare l’esenzione poichè il coniuge, residente in un altro comune, già godeva dell’esenzione. La normativa prevede, infatti, una sola agevolazione quando i coniugi abitano in immobili diversi siti nello stesso Comune.

Nel caso in questione, però, la norma non si può applicare poichè i coniugi vivono in 2 Comuni diversi.

Il dettato normativo è dovuto per forza cambiare con il cambiamento della struttura della famiglia: oggi, infatti, è molto più facile che membri della famiglia dimorino in comuni diversi per motivi di studio o di lavoro. E se per un figlio che dimora in altro comune per motivi di studio l’esenzione viene applicata, lo stesso deve valere anche nel caso del coniuge che dimora in comune diverso, altrimenti si andrebbe contro la legge.


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L’applicazione concreta della legge, infatti, stabilisce che i requisiti per l’esenzione siano la residenza nel Comune e il domicilio e dimora abituale presso un’abitazione diversa da quella del resto del nucleo familiare.

Ovviamente, con l’applicazione della Legge di Bilancio 2020, tale problema non si applica più visto che è stata eliminata definitivamente la possibilità per i due coniugi non separati di avere due abitazioni principali in Comuni diversi.