Fattura elettronica 2019: autofattura, reserve charge e fatture regime forfettario

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14/01/2019

Fattura elettronica 2019, quando bisogna emettere l’autofattura, cosa fare nei casi di reserve charge e fatture regime forfettario, i chiarimenti dell’Agenzia.

Fattura elettronica 2019: autofattura, reserve charge e fatture regime forfettario

Fattura elettronica obbligo dal 1° gennaio 2019, analizziamo alcuni chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, su come comportarsi nei casi di fatture in reserve charge, regime agevolati o regime forfettario.

Fattura elettronica 2019: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, ha risposto a vari quesiti sulla fattura elettronica, tra questi evidenziamo:

Domanda: I professionisti dal 2019 saranno obbligati ad emettere fatture elettroniche anche ai cittadini senza partita Iva. Il cliente può pretendere di ricevere comunque la versione cartacea o in formato Pdf? Se fornisce la Pec, gli si deve inviare a quell’indirizzo la fattura elettronica oppure è tenuto a scaricarla dallo SdI?

Risposta: Come stabilito dall’art. 1 del d.Lgs. n. 127/15, l’operatore IVA residente o stabilito è obbligato ad emettere la fattura elettronica anche nei rapporti con i consumatori finali (B2C) e a consegnare agli stessi una copia della fattura elettronica emessa, in formato analogico o elettronico, salvo che il cliente non rinunci ad avere tale copia.
Inoltre si sottolinea che, tanto i consumatori finali persone fisiche quanto gli operatori che rientrano nel regime forfettario o di vantaggio, quanto i condomini e gli enti non commerciali, possono sempre decidere di ricevere le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori comunicando a questi ultimi, ad esempio, un indirizzo PEC (sempre per il tramite del Sistema di Interscambio).
Gli operatori che rientrano nel regime di vantaggio o nel regime forfettario e gli operatori identificati (anche attraverso rappresentante fiscale) in Italia non hanno, invece, l’obbligo di emettere le fatture elettroniche; tali soggetti non hanno neppure l’obbligo di conservare elettronicamente quelle ricevute nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la PEC ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche.

Fattura elettronica e operazioni in reserse charge

Risposta dell’Agenzia delle Entrate: ” Per quanto riguarda le operazioni in reverse charge bisogna fare una distinzione di base. Per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi extracomunitari, l’operatore IVA residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l’adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d’acquisto ai sensi dell’art. 1, comma 3bis, del d.Lgs. n. 127/15. Per gli acquisti interni per i quali l’operatore IVA italiano riceve una fattura elettronica riportante la natura “N6” in quanto l’operazione è effettuata in regime di inversione contabile, ai sensi dell’articolo 17 del d.P.R. n. 633/72, l’adempimento contabile previsto dalle disposizioni normative in vigore prevede una “integrazione” della fattura ricevuta con l’aliquota e l’imposta dovuta e la conseguente registrazione della stessa ai sensi degli articoli 23 e 25 del d.P.R. n. 633/72. Al fine di rispettare il dettato normativo, l’Agenzia ha già chiarito con la circolare 13/E del 2 luglio 2018 che una modalità alternativa all’integrazione della fattura possa essere la predisposizione di un altro documento, da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della stessa. Al riguardo, si evidenzia che tale documento – che per consuetudine viene chiamato “autofattura” poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare, l’identificativo IVA dell’operatore che effettua l’integrazione sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente – può essere inviato al Sistema di Interscambio e, qualora l’operatore usufruisca del servizio gratuito di conservazione elettronica offerto dall’Agenzia delle entrate, il documento verrà portato automaticamente in conservazione.


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Emissione di autofattura

L’emissione dell’autofattura va operata anche nel caso di operazioni per le quali non sia stata emessa la fattura entro i termini da parte del soggetto obbligato, (art. 21, comma 4, lettera d) del DPR n. 633/72. L’autofattura deve essere redatta in essere redatta in unico esemplare in base a quanto disposto dall’articolo 21, comma 5, del DPR n 633/72. L’autofattura per poter essere considerata, deve contenere le seguenti indicazioni:

  • IVA, se si tratta di un’operazione imponibile;
  • titolo di non imponibilità o di esenzione, se si tratta di un’operazione non imponibile o esente da imposta.

Sul documento deve essere riportata la seguente dicitura: “autofatturazione” di cui all’articolo 21, comma 6-ter del DPR n 633/72