Fattura elettronica, la data invio rilevante e conservazione con Pec, le novità

Fattura elettronica: l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la data di emissione concincide con quella riportata nel campo “Dati generali” del file “fattura elettronica”. Quindi, una volta inviato il documento al Sdi, se il file non è scartata dal sistema, i tempi di elaborazione diventano marginali, e assume importanza la sola data di formazione e contestuale invio al Sdi riportata nel campo indicato. (circolare numero 13/E del 2 luglio 2018).

Nella prima fase di applicazione, il file inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta, costituirà violazione non punibile.

Fattura elettronica differita potrà essere ancora emessa, le ultime novità

Conservazione della fattura elettronica a mezzo Pec 

L’obbligo di conservazione elettroica non si può dirsi adempiuto, nel caso in cui si utilizzi la PEC (posta elettronica certificata), poiché, questo sistema non è considerato uno strumento per la conservazione sostitutiva, ma è usato esclusivamente per avere la certezza che la fattura raggiung il destinatario. 

Per la conservazione della fattura elettronica, è necessario che il  contenuto del messaggio sia prodotto, indicizzato, sigillato con una firma elettronica e bloccato temporalmente.

La normativa stabilisce che per quanto riguarda la tempistica, il processo di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche ricevute dal 1.07.2018 deve essere concluso entro il 31.01.2020.

Per tutte le informazioni sull’obbligo della fattura elettronica, consigliamo di leggere: Fattura elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019: vantaggi e svantaggi, tutte le novità

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Redazione NotizieOra

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