Fattura: la descrizione generica potrebbe far scattare il reato di frode fiscale

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15/03/2020

La truffa fiscale potrebbe essere evidenziata dalla giustificazione inserita nel documento fiscale. La descrizione “sommaria” in fattura può fa scattare il reato di frode fiscale.

Fattura: la descrizione generica potrebbe far scattare il reato di frode fiscale

Una fattura con una descrizione vaga, generica o sommaria potrebbe far schizzare l’allerta del fisco, che azionerebbe il pericolo di frode fiscale. Ecco perché, nel documento fiscale devono essere inserite in modo chiaro e preciso tutti i dati inerenti la spiegazione dell’attività svolta.

L’imprenditore che nell’emettere una fattura omette le indicazioni, oppure, fornisce dei dati sommari, brevi e approssimativi della prestazione lavorativa effettuata, rischia una condanna di frode fiscale. Nel merito della materia, le sentenze della Cassazione che chiariscono quanto sia importante la descrizione della documento fiscale, l’omessa o la presenza di un resoconto riduttivo può portare a una condanna penale.

Fattura: la condanna della Cassazione per descrizione non conforme

La Cassazione con la sentenza n. 9958 del 13.03.2020, ha precisato che la descrizione sommaria del documento fiscale potrebbe far ipotizzare un’operazione immaginaria, quindi, non veritiera. Ne consegue che potrebbe scatta il reato per frode fiscale.

Sulla base di tale presupposizione i giudici hanno dichiarato colpevole un imprenditore per l’emissione di fatture riportanti una descrizione generica, quindi, ritenute del tutto infondate e false. Per questi motivi, l’industriale è stato condannato a una pena detentiva di due anni.

Fattura: l’accusa non è riuscita a smontare le prove fornite dagli inquirenti

I legali dell’imprenditore hanno cercato di ottenere un’assoluzione, concentrandosi sulla tesi che mancava il supporto riconducibile all’onere della responsabilità dell’industriale. Tuttavia, l’accusa non è riuscita a far crollare le prove sostenute dagli inquirenti. I quali, hanno appurato il reato di frode fiscale dalle dichiarazioni spontanee rilasciate dall’imprenditore, dalle quali è emersa la responsabilità di quest’ultimo e, dalla sommarietà delle prestazioni presente nei documenti contabili.


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Fattura: il documento evidenza le operazioni

I giudici nella sentenza hanno evidenziato come l’emissione di fatture riportanti delle operazioni non veritiere, definite inesistenti conduce al reato istantaneo. In particolare, la Cassazione con la sentenza n. 47459/2018, precisa che viene imputato il reato immediato, ossia che si verifica nell’istante in cui viene emessa la fattura, non è necessario che il documento fiscale giunga al destinatario, né tantomeno che quest’ultimo lo impieghi.

I giudici sono giunti alla formulazione della condanna fondata anche sulle analisi di tutta la documentazione, al fine di comprovare la fittizietà del fascicolo contabile istituito