Fatturazione elettronica 2019: guida completa per i soggetti obbligati

Fatturazione elettronica: dal 2019 si parte anche tra privati. E’ ufficiale. Avvio soft: regole e sanzioni previste e come funziona per minimi e forfettari

Fatturazione elettronica 2019: guida completa per i soggetti obbligati

Scatterà dal primo gennaio 2019 l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati. Nessun rinvio alla riforma ma si prevede un avvio soft con sanzioni ridotte per il primo periodo. Panoramica sui soggetti obbligati, obblighi e partite IVA esenti (ad esempio minimi e forfettari nonché regole per chi opera con questi ultimi in qualità di fornitore o cliente).

Obbligo fatturazione elettronica: si parte a gennaio 2019 ma con avvio soft

Tutto pronto quindi per l’obbligo di fatturazione elettronica B2B? Non proprio. Mancano, a ben vedere, alcuni nodi da sciogliere e, proprio considerando che i tempi stringono, la prima fase prevede sanzioni soft (nulle o ridotte fino all’80%).

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Fattura elettronica tra privati dal 2019: le nuove regole confermate

L’Agenzia delle Entrate, in occasione della riunione del Forum Italiano sulla Fattura Elettronica (FIFE), ha fatto il punto sulla situazione.
Dal primo gennaio 2019:
• si potranno registrare le fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione della operazione;
• sarà possibile esercitare il diritto alla detrazione con riferimento alla liquidazione del periodo in cui l’operazione è stata effettuata, a patto che la ricezione della fattura avvenga nei termini della liquidazione, fatta eccezione dei casi riguardanti le fatture ricevute nell’anno successivo;
• non sarà più obbligatorio invece numerare le fatture di acquisto ricevute, pertanto non sarà necessario numerare le fatture ricevute in modo progressivo.

Fatturazione elettronica 2019: regole fase di transizione e sanzioni ridotte

Confermata una fase di transizione che la durante seguente e per i contribuenti sotto specificati:
• 1 gennaio – 30 giungo 2019 per gli operatori con liquidazione trimestrale;
• 1 gennaio – 30 settembre 2019 per gli operatori con liquidazione mensile.
In questa parentesi temporale di nove mesi, non sarà applicata nessuna sanzione se la fattura elettronica viene trasmessa al SDI entro il termine della liquidazione iva, mentre la sanzione applicata sarà solo del 20%, con una riduzione dunque pari all’80%, se la fattura elettronica viene inviata entro la fine del periodo di liquidazione iva successivo.
Questa semplificazione è pensata allo scopo di agevolare tutti gli operatori per dare loro modo di prendere dimestichezza con le nuove regole, la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche senza rischio sanzioni.
Sono esonerati dai nuovi obblighi di fatturazione elettronica anche società sportive dilettantesche con volumi d’affari non superiore a 65 mila euro e operatori agricoli in regime agevolato.
Saranno esenti dall’obbligo, ma solo per il 2019, le fatture per le quali è obbligatorio l’invio dei dati al sistema TS Tessera Sanitaria.


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Fattura elettronica tra privati dal 2019: cosa manca e casi particolari

Allo studio risultano alcune semplificazioni importanti ma che difficilmente, visti i tempi stretti, potranno debuttare ad inizio 2019. Verosimilmente questo ulteriore passo sarà fatto in concomitanza con l’adeguamento agli standard richiesti per la fattura elettronica europea, lo standard EN16931-1 e EN16931-2.
Abbiamo visto che minimi e forfettari non rientreranno nell’obbligo di fatturazione elettronica e che questo esonero è stato confermato.
Ma sul fronte passivo quali regole valgono per chi opera con contribuenti nel regime dei minimi o dei forfettari?
Se il fornitore ha partita IVA ordinaria, quest’ultimo continuerà ad emettere una copia cartacea della fattura da consegnare al cliente che non è abilitato alla ricezione della fattura elettronica. Per chi la emette però perché questa ha valenza di una copia: la fattura dovrà essere emessa in formato xml e inviata tramite il sistema di interscambio. Al momento questa appare essere l’unica strada per ovviare al problema anche se, come ha osservato il Garante Privacy, si introduce cos’ di fatto un doppio adempimento, con possibili conseguenze nel trattamento dei dati personali. Vedremo quale sarà la posizione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.