Ferie e permessi legge 104 dipendenti pubblici, cosa fare per non perdere il diritto

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09/04/2020

Ferie e permessi legge 104, spesso i dipendenti pubblici rischiano di perdere il diritto: ecco quando succede questo e come fare.

Ferie e permessi legge 104 dipendenti pubblici, cosa fare per non perdere il diritto

I dipendenti pubblici che fruiscono dei permessi della legge 104 e congedo legge 151, si trovano spesso in difficoltà con le ferie.  Il più delle volte non si maturano ferie e non si riesce a goderle in tempo con il rischio di perderle. Analizziamo cosa prevede la normativa rispondendo ad una nostra lettrice.

Ferie e permessi legge 104, come fare per non perdere il diritto?

Buonasera,
avrei bisogno, cortesemente, di un Vostro chiarimento.

Lavoro nella P.A., ho circa 15 giorni di ferie dell’anno 2019 non godute e dovrei usufruirne entro il 30 aprile, o al massimo entro il 30 giugno. Nel contempo, però, io sono in permesso ex l. 104/1992 e potrei usufruire di tale tipologia di permesso per ben 2 anni, in maniera anche continuativa. Al momento, per le esigenze che ho sto godendo di tale permessi in maniera frazionata. Mi dispiacerebbe perdere le ferie del 2019, qualora avessi l’esigenza di dover prolungare la mia assenza – dall’ufficio – ex l. 104.
Mi potreste dare una risposta in merito?
Nel ringraziarVi anticipatamente, Vi auguro buona serata,
F.

Due le motivazioni da considerare

Il dipendente pubblico può evitare di prendere le ferie solo se si trova nelle seguenti situazioni:

√ ragioni di servizio;

√ per motivi personali (giusta causa e certificata).

Il differimento alle ferie deve essere regolamentato, sempre considerando che il lavoratore deve utilizzare quelle residue e non godute, saranno solo posticipate o rimandate.

In riferimento alle ragioni di servizio per cause ostative non prorogabili o irrevocabili, il lavoratore potrà recuperare quelle non godute l’anno precedente entro il primo semestre dell’anno successivo.

Per gravi motivi personali, invece si potranno godere entro il 30 aprile dell’anno successivo. Se il dipendente in questo lasso di tempo, non può ancora avvantaggiarsi delle ferie spetteranno di diritto fino al 30 aprile dell’anno a seguire, successivo a quello di spettanza e di proroga, solo in via del tutto eccezionale oltre tale periodo.


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Va precisato che il grave motivo personale deve essere documentato e certificato, di solito si intende una grave malattia del dipendente pubblico, ad esempio ricovero in ospedale, ecc. L’amministrazione deve essere informata il prima possibile.

Le assenze per malattia non incidono ne impattano negativamente la fruizione delle ferie. Nel caso volge al termine il contratto di lavoro, le ferie non godute per causa di servizio, al dipendente spetta un pagamento sostitutivo equivalente alle ferie non godute.

Nel caso specifico, le consiglio di verificare il suo contratto e di attestare e certificare il suo stato di salute e inviarne comunicazione al suo datore di lavoro e chiedere specificatamente il prolungamento del diritto alle ferie.

Fonte normativa (articolo 10 D. L. 66/2003)