Ferie e permessi non goduti vengono pagati in busta paga il 30 giugno? Ecco come sono regolati

Ferie e permessi vengono pagati dopo il 30 giugno? vediamo in quali casi

Le ferie sono un diritto del lavoratore che non può rinunciare, perché hanno lo scopo di rigenerare le energie fisiche e psichiche logorate durante l’attività lavorativa. Questo diritto è sancito dalla Costituzione con l’art. 36, comma 3 e regolamentato dal Codice Civile dal Dlgs 66/2003 e successive modifiche.

Chiariamo cosa succede se le ferie e i permessi non vengono goduti nei tempi stabiliti dalla legge.

Il lavoratore che non riesce a usufruire delle ferie o dei permessi maturati entro un determinato limite di tempo può ottenere un’indennità sostitutiva, ma solo in casi particolari.

Chiariamo cosa dice la legge: le ferie vanno godute per almeno 2 settimane nell’anno in cui maturano e le restanti entro 18 mesi successivi dello stesso. Poiché le ferie e i permessi sono un diritto irrinunciabili del lavoratore, quindi non è consentito rinunciarvi neanche dietro compenso di denaro.

Normativa vigente

L’art. 2109 del Codice Civile e regalato dl D.Lgs n. 66/2003 e D. Lgs 213/2004 sancisce il diritto del lavoratore alle ferie.

Questo stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a 4 settimane di riposo, ma i giorni di ferie possono essere anche indicati dal CCNL e, comunque, non possono mai essere inferiori di 4 settimane. Due di queste 4 settimane vanno godute entro l’anno di maturazione mentre quelle residue entro 18 mesi successivi.

Monetizzazione delle ferie

La monetizzazione delle ferie non è ammessa dalla legge, solo in alcuni casi particolari, vediamo quali:

  • In caso di contratto a termine, il lavoratore può decidere di non godere delle ferie e di farsele pagare al termine del contratto di lavoro;
  • In caso di contratto a tempo indeterminato, solo nel caso il lavoratore venga licenziato e non ha la possibilità di godere delle ferie, queste vengono monetizzate;
  • In caso in cui il contratto CCNL prevede più di 4 settimane di ferie, quelle che eccedono e non usufruite il lavoratore può chiedere il pagamento nella misura minima imposta della legge.

ferie e permessi

In tutti gli altri casi la monetizzazione non è concessa, perché le ferie sono un diritto del lavoratore che necessitano di un periodo di distacco dal posto di lavoro.

Permessi non goduti

Un discorso diverso è invece per i permessi.

Ogni lavoratore matura dei permessi che possono usufruirne durante il mese, in base alle proprie esigenze, a banchi di ore. La normativa vigente stabilisce che per i permessi non usufruiti e maturati entro il 30 giugno, questi vengono pagati dal datore di lavoro.

I permessi maturano mensilmente in base al contratto CCNL. Questi, a differenza delle ferie, vanno goduti entro l’anno di maturazione a pena di decadenza degli stessi. I permessi maturati, quindi, devono essere utilizzati entro il 30 giugno dell’anno di maturazione, se così non fosse, dovranno essere pagati dal datore di lavoro.

La differenza sostanziale tre ferie e permessi è quella che le ferie possono essere monetizzate solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro, mentre i permessi sono monetizzabili.

I permessi vengono pagati in base al livello di retribuzione previsto dal contratto di lavoro con cui si è assunti.

Chi decide per le ferie e i permessi?

È il datore di lavoro, in base all’art. 2109 del Codice Civile, a decidere le ferie tenendo conto dell’organizzazione aziendale, ma anche delle esigenze del lavoratore. Se l’azienda chiude per ferie in un periodo stabilito, i lavoratori goderanno di ferie collettive.

I permessi, invece, li decide il lavoratore quando utilizzarli in base alle proprie esigenze. In molti casi non sono concordati con il datore di lavoro.

Al lavoratore conviene concordare il prima possibile il piano di ferie con il datore di lavoro, in modo che quest’ultimo possa organizzare il piano di lavoro.

Ferie aziendali: calcolo, maturazione e richiesta (guida completa)

 

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.