Ferie Forzate per Coronavirus: guida completa

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18/03/2020

Tante attività lavorative si sono combinate con lo Smart working, ma laddove non è stato possibile i datori di lavoro hanno risposto all’emergenza sanitaria con le ferie forzate.

Ferie Forzate per Coronavirus: guida completa

Le ferie forzate rappresentano l’incentivazione adottata dai datori di lavoro in risposta all’emergenza sanitaria da Coronavirus, laddove non è stato possibile combinare l’attività lavorativa con lo smart working. Le misure ristrettive dell’11 marzo per limitare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 con validità dal 12 al 25 marzo, hanno prodotto la chiusura di svariate attività commerciali sia all’ingrosso che al dettaglio. Attualmente, l’eccezione investe la vendita dei beni di prima necessità come alimentari e farmacie.

Ferie forzate: perché il datore di lavoro le impone

In considerazione del forte grado di epidemia da Covid-19, il datore di lavoro in virtù alla risposta all’esigenza nazionale citata nel DPCM dell’11 marzo, può imporre le ferie forzate a tutti i lavoratori presenti nell’azienda. Un provvedimento che il datore di lavoro comunica attraverso un congruo preavviso al dipendente in cui l’attività lavorativa non è compatibile con Smart working.

In sostanza, è l’azienda che decide quando autorizzare le ferie forzate, dopo aver analizzato nel complesso le esigenze produttive e per salvaguardare la salute dei dipendenti.

In linea generale, è l’azienda che comunica in anticipo il periodo corrispondente ai giorni di ferie ai dipendenti, come può essere il discorso che solitamente cade sulle ferie estive. Poi, in una fase successiva il lavoratore presenta una formale domanda contenente i giorni di ferie in cui si asterrà dal lavoro.


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Ferie forzate per effetto dell’epidemia da Coronavirus: il lavoratore può opporsi?

Pur presentando un’istanza di opposizione alle ferie forzate, il lavoratore è tenuto a rispettare la volontà del datore di lavoro che lo colloca in ferie. Nel momento in cui l’azienda chiude l’attività produttiva disponendo le ferie forzate per tutti i lavoratori, oppure, solo per una parte in cui non è possibile attivare lo smart working, questo comportamento non è riconducibile a una condotta ritorsiva nei confronti di una stretta cerchia di lavoratori. Di conseguenza, il dipendente non può rifiutare le ferie forzate.

Ferie forzate: quando scattano le sanzioni disciplinari?

Se l’azienda dispone le ferie per tutti i lavoratori aziendali nessuno escluso, e parte di questi continuano a eseguire mansioni lavorative a distanza attraverso lo Smart working. Per questi lavoratori possono scattare delle sanzioni disciplinari per inosservanza delle disposizioni aziendali.

Nel momento in cui il dipendente nello svolgere l’attività lavorativa è inoperoso, oppure, non rispetta le disposizioni aziendali è esposto alle sanzioni previste dal contratto collettivo. Nel regolamento disciplinare interno sono indicate le sanzioni applicabili per ogni lavoratore. Tuttavia, la sanzione viene rapportata alla gravità delle azioni eseguite dal lavoratore, come è possibile che il dipendente venga solo ammonito o multato.

Ferie forzate: quali possono essere le alternative?

Il lavoratore potrebbe presentare un’istanza al datore di lavoro in cui chiede che il periodo relativo all’assenza dall’attività lavorativa gli venga trasformata in ore di permessi, anziché ferie forzate. Un sistema che garantirebbe al lavoratore l’opportunità di poter utilizzare le ferie in un secondo momento.

Inoltre, è possibile richiedere dei permessi retributivi, che assicurano la paga senza che vengano toccate le ferie o i permessi maturati.


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Infine, il lavoratore per sviare le ferie forzate può sollecitare il datore di lavoro a eseguire l’attività lavorativa attraverso lo smart-working.

Quando si attivano le ferie supplementari?

La somma delle ore di ferie spettanti al lavoratore nell’arco dell’anno lavorativo vengono fissate nel CCNL. Ma, l’azienda può disporre il riconoscimento di ore supplementari, ossia in virtù di particolari condizioni, come ad esempio l’attuale emergenza da Covid-19, può attribuire al lavoratore un periodo di ferie extra.

Quante ferie matura il lavoratore?

La somma delle ferie maturate viene fissata nel CCNL, nel quale viene stabilito un periodo minimo garantito, corrispondente a un minimo di 4 settimane. È possibile che nei contratti collettivi venga stabilito il periodo corrispondente alle 4 settimane di ferie, con l’aggiunta di giorni suppletivi.

Una postilla va fatta per i rapporti lavorativi iniziati o cessati nell’anno in corso. Infatti, in presenza di queste specifiche opzioni la somma delle ore di ferie maturate viene calcolato in virtù dei mesi lavorativi, valutato che le frazioni pari o maggiori di 15 giorni vengono calcolati come mesi integrali.

Ferie: quante il lavoratore ne può fare?

La Legge n. 66/2003 stabilisce che al lavoratore spettano 4 settimane di ferie, delle quali due nel corso dell’anno corrispondente a quello di maturazione. Per le altre due settimane che restano, il lavoratore può richiederle nei 18 mesi successivi all’anno in cui sono maturate.