Ferie non godute: a fine anno si perdono quelle non fruite?

 Le ferie non godute sono quei giorni di riposo maturati durante l’anno lavorativo e il lavoratore non ne ha usufruiti. Cosa succede ai giorni di riposo non goduti?

Le ferie non godute sono quei giorni di riposo maturati durante l’anno lavorativo e il lavoratore non ne ha usufruiti.  I giorni feriali vanno consumati entro 18 mesi.

Il termine di scadenza non è tassativo, infatti il lavoratore può usufruire dei giorni di ferie anche successivamente a tale scadenza o richiederne la monetizzazione alla fine del rapporto lavorativo.

La legge in vigore su questo punto crea delle incertezze.

Infatti la legge indica i giorni di ferie come un diritto obbligatorio e inalienabile e che il lavoratore non debba rinunciarvi per qualsiasi motivo. L’incertezza nasce proprio su questo punto, infatti per la legge in nessuno caso i giorni di riposo non goduti per volontà del lavoratore o del datore di lavoro possono essere recuperati.

Ferie non godute: la Legge cosa prevede

Nonostante i giorni di ferie sono diversi da contratto a contratto, mediamente un lavoratore matura 4 settimane di ferie per ogni anno, di cui 2 settimane vanno godute nell’anno stesso le altre 2 entro 18 mesi successivi.

Come si è già detto le ferie sono un diritto irrinunciabile sancito dall’articolo 2109 del Codice Civile e regolato dai decreti legislativi n.66 del 2003 e 213 del 2004. Tuttavia, i contratti collettivi del lavoro possono modificare la scadenza dei 18 mesi stabilendo una scadenza anche più ampio a condizione che la funzione di recupero psico-fisico del lavoratore non venga compromessa.

Quindi è possibile che trascorsi i 18 mesi le ferie residue restano ancora a disposizione del dipendente, ma l’Inps le considera godute a tutti gli effetti. Spetta al datore di lavoro l’onere di versare tutti i contributi previsti. Nel caso in cui il dipendente non riesca a fruirne, le ferie potranno essere monetizzate solo nel caso in cui terminasse il rapporto lavorativo.

Ferie non godute: decisione del lavoratore

Nel caso in cui il lavoratore deliberatamente non ha usufruito delle ferie, non avrà neanche il diritto di monetizzarle a fine del rapporto lavorativo. Su questo punto si è espresso la Corte di Giustizia Europea che ha ben chiarito la questione.

Il datore di lavoro deve provare che il dipendente non ha usufruito delle ferie deliberatamente e in questo caso non ha diritto al pagamento delle ferie al termine del rapporto di lavoro. Il rifiuto deve avvenire durante l’esercizio del diritto e deve essere deliberato e consapevole.

Ferie non godute: il datore di lavoro il suo obbligo

Inoltre vi è anche il caso in cui è il datore di lavoro che non permette al lavoratore di fruire delle ferie. La conseguenza immediata è una sanzione amministrativa pecuniaria che si applica nei seguenti termini:

  • da 100 a 600 euro per la sanzione base;
  • tra i 400 e i 1.500 euro se la violazione riguarda più di 5 lavoratori o si è verificata per almeno due anni;
  • da 800 a 4.500 euro se i dipendenti coinvolti sono superiori a 10 o il mancato godimento si è verificato in almeno quattro anni.

La violazione viene applicata anche quando il dipendente è messo nelle condizioni di poter godere solo parzialmente del periodo obbligatorio di ferie.

Busta paga: ferie pagate sul cedolino? Ecco tutte le novità

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.