Ferie non godute e indennità: ecco quando si perdono. La sentenza

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23/08/2019

Ferie non godute e indennità sostitutiva: ecco la sentenza della Corte Costituzionale Ue che prevede la perdita dell’indennità. Ecco i particolari

Ferie non godute e indennità: ecco quando si perdono. La sentenza

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha chiarito che nel caso in cui un lavoratore non ha fruito le ferie durante il periodo lavorativo e che sia stato anche invitato dal datore di lavoro a farlo, perde il diritto all’indennità sostitutiva, che spetta, invece agli eredi. Quindi non si facoltà di richiedere l’indennità sostitutiva delle ferie non fruite da parte del lavoratore, in caso non siano state godute per sua volontà, alla fine del rapporto lavorativo. Ciò è stato stabilito dalla Corte di Giustizia UE con due sentenze: C-619/16 e C-684/16. Altrimenti il diritto del lavoratore a un’indennità finanziaria dovuta per le ferie non godute è trasmissibile agli eredi nel momento in cui il lavoratore sia deceduto, previsto dalla sentenza C-596/16 della stessa Corte di Giustizia UE. Tali principi si applicano indifferentemente nel caso di un lavoratore nel settore pubblico o privato.

Ferie non richieste: ecco quando si perde l’indennità sostitutiva

Il diritto all’indennità sostitutiva si annulla quando le ferie non sono state fruite per volontà del lavoratore, sebbene il datore di lavoro lo ha invitato a farlo. Tale principio è valido anche per il periodo minimo legale, cioè le quattro settimane di ferie retribuite, diritto irrinunciabile e mai monetizzabile se non a fine rapporto di lavoro.

Nella fattispecie, la Corte ha analizzato il caso di un lavoratore che nonostante sia stato invitato dal datore di lavoro, due mesi prima della fine del rapporto, alla fruizione delle ferie, senza obbligo di date prefissate, il lavoratore ha scelto, per proprie ragioni, di fruire solo di 2 giorni di ferie.

La Corte UE ha chiarito che le norme UE non sono contrarie alla perdita del diritto all’indennità sostitutiva delle ferie annuali non fruite, ma solo nel caso in cui alla cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore non abbia formulato richiesta di fruizione e sia stato messo in condizioni dal datore di lavoro, con informazione adeguata, di fruirne delle ferie in tempo utile.


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Perché si ritiene non legittimo il comportamento del lavoratore che si eviti deliberatamente a fruire le proprie ferie annuali solo al fine d’incrementare la propria retribuzione all’atto della cessazione del rapporto.

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Ferie e l’indennità sostitutiva: un diritto degli eredi

Nel caso di decesso del lavoratore che non abbia fruito delle ferie spettanti, il diritto all’indennità per ferie non godute non si estingue, ma si trasmette agli eredi.

La Corte ha, anche chiarito, che nel caso in cui il diritto nazionale escluda la possibilità agli eredi di far richiesta all’ex datore di lavoro del lavoratore deceduto l’indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite e non godute dal congiunto; gli eredi possono appellarsi direttamente il diritto dell’Unione.

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