Ferie non godute: si pagano i contributi al lavoratore. Ecco le novità

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26/07/2019

Ferie non godute: i contributi vengono pagati ugualmente dal datore di lavoro. Ecco in quali casi e le ultime novità.

Ferie non godute: si pagano i contributi al lavoratore. Ecco le novità

Il datore di lavoro ha l’obbligo di pagare i contributi sulle ferie non godute. Qual è il loro importo e entro quanto tempo devono essere versati all’Inps. Nel caso in cui un dipendente non gode delle ferie spettanti entro 18 mesi dall’anno di maturazione, il datore di lavoro può essere soggetto a sanzioni e deve versare all’Inps i contributi sulle ferie non godute. La contribuzione sulle ferie è sempre goduta ed eventualmente compensata, una situazione diversa si può presentare quando le ferie non sono godute, in questo caso quando si versano i contributi?

I contributi, per le ferie spettanti e non godute entro i 18 mesi dall’anno in cui sono maturate, devono essere versati nello stesso periodo di quelli della retribuzione per il mese di luglio del 2° anno successivo alla maturazione delle ferie, per essere chiari entro il 20 del mese di agosto.

Vediamo cosa deve fare il datore di lavoro per mettersi in regola ei confronti dell’Inps per le ferie non godute.

Ferie: entro quando vanno godute le ferie

Le ferie che spettano a qualsiasi tipo di lavoratori sono di 4 settimane all’anno di cui 2 settimane devono essere godute entro l’anno di maturazione e le restanti entro 18 mesi del 2° anno successivo (D.lgs. 66/2003).

Quindi il lavoratore che ha maturato nell’anno 2019 le ferie ne può godere entro il 30 giugno 2021.


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Ferie: il termine per pagare i contributi sulle ferie non godute

Se il lavoratore non gode, entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione, di tutte le ferie spettanti, il datore di lavoro deve obbligatoriamente pagare i contributi sulle ferie, come se queste fossero state godute.

Per poter calcolare i contributi, bisogna sommare alla retribuzione imponibile del mese di luglio l’importo delle ferie non godute, anche se non viene erogato materialmente al lavoratore, e andranno pagati entro il 20 di agosto del 2° anno successivo alla maturazione, quindi per le ferie non godute del 2017 la scadenza è il 20 agosto del 2019 che cade di martedì.

Si può differire il pagamento dei contributi sulle ferie non godute?

Ci sono casi, che permettono al datore di lavoro di slittare la scadenza dei 18 mesi per pagare i contributi sulle ferie non godute:

  • Quando il contratto collettivo o aziendale prevede un periodo più lungo per poter godere delle ferie. Questo periodo viene preso in riferimento per poter versare anche la contribuzione;
  • Quando durante i 18 mesi, l’attività lavorativa è stata interrotta per le cause previste dalla legge, come ad esempio: malattia, infortunio, maternità. In questo caso l’obbligo rimane sospeso per tutto il periodo di malattia/infortunio/maternità, e riprende a decorrere dal giorno in cui il lavoratore riprende l’attività lavorativa. Questo è stato chiarito dall’Inps nel messaggio n. 18850/2006;
  • Se sono concesse la Cigo, la Cigs o la Cig in deroga (Ministero del lavoro, interpello n. 19/2011 ).

Ferie: contributi sulle ferie non godute eccedenti le 4 settimane

Il datore di lavoro è dovuto a pagare anche i contributi delle ferie che eccedono le 4 settimane stabilite per legge, se il contratto collettivo applicato riconosce al lavoratore le ferie in misura superiore alle 4 settimane. (Mlps, Nota prot.  25/I/0005221 del 26/10/2006).


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Ferie non godute: a causa dell’interruzione della prestazione lavorativa

Come abbiamo detto, nel caso in cui la prestazione lavorativa è interrotta, per motivi di malattia/infortuni/maternità, il termine per il godimento delle ferie rimane sospeso per un periodo di durata pari a quello del legittimo impedimento. Il calcolo del termine decorrere di nuovo dal giorno in cui il lavoratore riprende l’attività.

Ferie non godute: recupero dei contributi

Infine, nel caso in cui il dipendente fruisce invece delle ferie residue in un periodo successivo, il datore di lavoro ha il diritto di recuperare i contributi versati, attraverso il flusso uniemens. Questo è la dichiarazione delle retribuzioni e dei contributi da inviare mensilmente all’Inps.

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