Festività non goduta in busta paga: come viene calcolata

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26/08/2019

Cos’è la festività non goduta e come viene retribuita in busta paga? Facciamo chiarezza al riguardo.

Festività non goduta in busta paga: come viene calcolata

La busta paga per la maggior parte dei lavoratori dipendenti rimane un mistero con le sue tante voci e con la sua pochissima chiarezza. I dipendenti, inoltre, non sempre sanno quali sono le voci che compongono il proprio cedolino dello stipendio e fanno confusione su ferie, festività, malattia e tutte le voci di pagamento della propria retribuzione. E’ il caso del nostro lettore che ci chiede: Buongiorno, vorrei chiedere se la festa patronale cade di domenica abbiamo una festività non goduta e quindi da consumare quando si vuole oppure si perde? Grazie.

Festività non goduta: cos’è e come viene pagata

Se la festività cade in un giorno lavorativo il dipendente non lavora ma viene pagato come se avesse lavorato e non ci sono, quindi, variazioni nello stipendio.La festività non goduta si presenta quando un giorno festivi cade “sopra” un altro festivo (che può essere la domenica). Il caso più eclatante di festività non goduta è la Pasqua che ogni anno, infatti, cade di domenica. A quel punto il lavoratore si trova nelle condizioni di poter godere di una sola delle due festività che si accavallano. 

Questo ovviamente, non significa che si può consumare la festività non goduta quando si vuole (come fosse un giorno di ferie) ma che il lavoratore riceve, direttamente in busta paga, un’indennità per la festività non goduta.


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Se fate caso ogni anno, nel mese in cui cade la Pasqua, sulla busta paga è riportata la voce “festività non goduta” con a fianco l’indennità per quella giornata (che viene pagata come fosse stata effettivamente lavorata).

Lo stesso si verifica, come nel caso esposto dal nostro lettore, per la festa patronale che cade di domenica o di qualsiasi altra festività che si sovrappone ad un’altra. Per quella “perdita” il lavoratore viene pagato con una giornata di retribuzione che in qualche modo compensa la perdita della festività non goduta.