Fondi pensione: prestazione definitiva e contribuzione definita, le differenze per il pensionamento

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25/01/2020

Fondi pensione prestazione definitiva e contribuzione definita, le differenze e la possibilità del pensionamento anticipato, alcuni chiarimenti.

Fondi pensione: prestazione definitiva e contribuzione definita, le differenze per il pensionamento

I fondi pensione in vigore attualmente, si classificano in due diverse tipologie: fondi a prestazione definitiva e fondi a  contribuzione definitiva. Analizziamo le differenze e la tipologia esclusa dalla Rendita Integrativa temporanea anticipata che permette il pensionamento anticipato.

Fondo pensione a prestazione definita

I fondi a prestazione definitiva sono caratterizzati dall’ammontare definito (in funzione di vari parametri) al momento che l’investitore effettua la sottoscrizione. In questo modo, la contribuzione periodica è variabile ed è soggetta alla rivalutazione del fondo.

La SGR si impegna ad erogare sotto forma di capitale unico o rendita la somma predeterminata. Il rischio che il rendimento ottenuto dalle somme investite non sia sufficiente a coprire tale somma ricade interamente sulla SGR.

I piani a prestazione definitiva, il contributo da versare nel fondo è in stretto rapporto con la prestazione che si vuole raggiungere. Questo piano può delineare notevoli scostamenti rispetto il capitale iniziale.

Oggi questa tipologia di fondo non è più commercializzabile, attualmente è possibile sottoscrive solo fondi a contribuzione definitiva. Rimangono in vigore i fondi precedentemente attivati.

Inoltre, non è possibile accedere alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) con questa tipologia di fondo.

Fondi pensione a contribuzione definitiva

Questa tipologia di fondo pensione permette al lavoratore di predeterminare dall’inizio l’entità della contribuzione che dovrà versare nel fondo. Si tratta di una tipologia legata alle forme pensionistiche complementari.

Il soggetto che sottoscrive volontariamente il fondo raggiunge i requisiti pensionistici richiesti dalla normativa vigente (requisito anagrafico e contributivo), riceverà una prestazione che sarà proporzionata ai contributi versati e capitalizzati, in base anche alla gestione del fondo stesso.

Questa pensione complementare, anse con l’obiettivo di garantire una somma in più rispetto al trattamento pensionistico obbligatorio.

Inoltre, da considerare che i fondi pensione a contribuzione definitiva permettono l’accesso alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata con una anticipo pensionistico di 5 o 10 anni dall’età pensionabile.

Per maggiori dettagli sulla RITA, consigliamo di leggere: In pensione con 58 o 63 anni e 20 anni di contributi è possibile. Ecco i requisiti richiesti