Foto su Facebook: si possono usare quelle altrui?

Quando condividere, copiare, incollare e salva sull’hard disc foto dagli altri profili social diventa un illecito? Cosa si rischia?

Le foto nel mondo virtuale di Facebook e Instagram, viaggiano più veloce della luce. Può capitare che si copi, si ripubblichi o si utilizzino foto non nostre, ma prelevate da altri profili. Non sempre si conosce la vera identità del profilo cui attingiamo per prelevare le foto, spesso non sappiamo se appartengono a un fotografo, oppure ci siamo imbattuti in un appassionato di arte.

Il punto: quegli  scatti sono affascinanti tanto che, il più delle volte diventa un atteggiamento spontaneo quello cliccare su “like”. Di lì il passo successivo: condividi, copia, incolla e salva sull’hard disc, avviene in una frazione di secondo.

Mai o quasi si ha la buona abitudine una volta ripubblicata la foto di scrivere che non ci appartiene, ma il più delle volte si lascia intendere che sia una nostra creatura. Del resto, è quasi impossibile che il vero ideatore della foto scopra che altri hanno sottratto dal suo profilo le fotografie che ha postato.

Se il vero autore delle foto lo scopre, cosa può accadere? Il diritto d’autore sui social vale? Andiamo per ordine, facciamo un punto di chiarezza.

Facebook : foto e diritti d’autore

La questione può sembra semplice, ma apparentemente non lo è anzi è molto complessa. La giurisprudenza ha dovuto decidere nel merito di foto postate sui profili social e l’eventuale cessione dei diritti d’autore.

Si presuppone che avendo un profilo pubblico, postando foto nella propria bacheca si cedono i diritti d’autore a Facebook, quindi, le immagini sono accessibili a tutti.  Nel momento, in cui non si protegge l’immagine con una sorta di difesa del tipo indicando la dicitura “diritti riservati o watermarks”, tutto dovrebbe diventare di tutti.

Foto sui social: quando non è illecito riutilizzarle

Archivio (Tatuajes)

Le foto possono essere riutilizzate da tutti? Difficile stabilire se il post inerente la fotografia evidenziabile nel profilo personale di un social network rappresenti una prova diretta di titolarità, per cui si acquista i diritti di copyright. Tuttavia, si presume che sia così, se non sussistono prove contrarie.

Di conseguenza, postare immagini di fotografie direttamente nella pagina Facebook o Instagram non rappresenta un azione di cessione dei diritti d’autore. Pertanto, se altri utenti le usano senza una espressa autorizzazione, l’azione scaturisce nella violazione del diritto d’autore, ciò vuol dire che scatta il risarcimento del danno patrimoniale e morale.

In termini semplici chi posta sul proprio profilo social una fotografia, viene considerato dalla legge come titolare del contenuto, sempre in mancanza di prove contrarie.

Il principio è semplice, pubblicare sui social non significa aver concesso la “licenza di utilizzo e sfruttamento dei contenuti”. Si tratta di una cessione diretta solo ai social per quella che viene definita: esposizione sulla “timeline”.

È possibile tutelare sui social le opere attraverso il diritto d’autore?

La questione affligge gli artisti, che spesso si trovano dinanzi alla scelta di dover o meno postare le proprie opere sui social. Il dilemma ruota su farsi pubblicità rendendo pubbliche le fotografie, oppure postarle restringendo il campo a una piccola cerchia di amici con cui condividerle.

Resta da chiarire, che l’opera postata sui social non sfocia nella cessione dei diritti d’autore. La proprietà spetta sempre al diretto titolare dell’immagine, che anche dopo la morte possiede i diritti d’autore per circa 70 anni.

Per preservare un’opera con il “diritto d’autore”, bisogna dimostrare di possederla già in precedenza alla pubblicazione. Un giudice dovendo pronunciarsi su due foto identiche darà valore al soggetto che riesce a dimostrare di essere il primo creatore della foto.  Grazie alla semplice condivisione attraverso uno scatto su Facebook o Instagram è possibile, infatti, stabilire la data certa in cui è stata postata l’immagine. Sostanzialmente, chi per primo posta una fotografia riesce a dimostrare una data certa, quindi, può far valere il proprio diritto.

Le foto sui social come prova in un processo?

Si tratta, di una prassi utilizzata spesso nei giudizi, specie nei casi di separazione e divorzio, dove grazie all’uso dei social network è possibile stabilire il reddito di una persona. Postare una fotografia in villeggiatura in una bella località esotica, può costare caro se il reddito dichiarato e nullo o quasi. Nello stesso tempo, in caso di separazione emergono foto di possibili tradimenti pescate proprio dai social, che possono diventare la prova schiacciante in un processo.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein