Giudice applica la legge, avvocata lascia l’udienza pur di non togliere il velo

Giudice chiede all’avvocata di togliere il velo per presenziare all’udienza, lei rifiuta e lascia l’aula.

La praticante avvocata Asmae Belfakin si batte per i suoi principi. Aveva il velo (hijab), il volto era visibilmente scoperto, quindi palesemente identificabile. Il giudice del Tar le chiede di toglierlo. L’avvocata lascia l’udienza, poiché pare che il giudice abbia fatto degli accenni sul rispetto della cultura italiana, tralasciando i riferimenti normativi, che per altro sono chiari.

Cosa prevede la normativa italiana?

L’articolo 129 del codice di procedura civile recita così:

“Chi interviene o assiste all’udienza non può portare armi o bastoni e deve stare a capo scoperto e in silenzio. È vietato fare segni di approvazione o di disapprovazione o cagionare in qualsiasi modo disturbo”.

Qual è il motivo per cui l’apprendista avvocata ha lasciato l’udienza?   

Asmae Belfakir, 25enne, apprendista avvocata per lo studio legale dell’Università di Modena e di Reggio Emilia, nonché rappresentante legale della comunità islamica di Bologna, ha deciso di lasciare l’aula, quando il giudice Giancarlo Mozzarelli del Tar dell’Emilia Romagna gli ha imposto di togliere il velo. Il classico hijab il velo che portano le donne islamiche per avvolgere capelli e collo, per proseguire nella partecipazione dell’udienza con il collega. La donna con fermezza e dignità ritenendo di stare nel giusto avendo il viso scoperto, ha deciso di non presenziare al ricorso in materia di appalti e di lasciare l’aula.

Secondo quanto riportato da “il Resto del Carlino”, la ragazza è apparsa molto scossa, dopo che il giudice gli ha imposto di togliere il velo. Sembrerebbe che la giovane sia rimasta turbata poiché il giudice ha focalizzato l’attenzione su una mera questione di rispetto della cultura italiana e non di normativa. Di certo, non è stata la prima udienza a cui ha presenziato con il velo. In passato non aveva mai riscontrato obiezioni da parte dei giudici. Precisando, che il 5 dicembre 2017 era già stata in aula con lo stesso giudice, in quell’occasione il velo non fu considerato un problema ostativo per il proseguimento dell’udienza.

Chi è la praticante avvocata che indignata ha lasciato l’aula?

Asmae Belfakir, donna 25enne originaria del Marocco, giunta nel nostro Paese quando aveva appena tre mesi. Diplomata presso il liceo classico di Vignola con cento. Laureata a Modena con 110 e lode. Ha presenziato a svariate conferenze accademiche in tutta Europa. La sua tesi: “L’integrità del corpo delle donne e la legge islamica: autonomia e precetto”.

Quali sono stati gli sviluppi?

Il presidente del Tar dell’Emilia Romagna dopo un colloquio telefonico con Lorenzo Canullo dirigente dell’Università di Modena e Reggio, dove la ragazza svolge praticantato, ha garantito che la giovane potrà presenziare alle udienze con il velo senza alcun problema.  Solidali con la giovane avvocata sono la comunità islamica e il Centro islamico culturale d’Italia, meglio conosciuto come la Grande moschea di Roma.

Dalle forze politiche giunge il boato di Matteo Salvini sui vari profili social “Io sto con questo giudice. Da Forza Italia Galeazzo Bignami consigliere regionale replica: “chi critica il giudice non ha inteso chiaramente l’articolo 129 del codice di procedura civile.

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein