I prezzi delle case crollano, ma a causa delle abitazioni vecchie: ecco perché

I dati Istat continuano a segnalare una tendenza negativa per il mercato immobiliare, con i prezzi delle case a rimanere non solo bassi, ma persino in calo. Nel terzo trimestre dello scorso anno, ad esempio, sarebbero diminuiti di un altro 0,8% rispetto al secondo, anche se quasi interamente dovuto alle abitazioni esistenti, che hanno registrato […]

I dati Istat continuano a segnalare una tendenza negativa per il mercato immobiliare, con i prezzi delle case a rimanere non solo bassi, ma persino in calo. Nel terzo trimestre dello scorso anno, ad esempio, sarebbero diminuiti di un altro 0,8% rispetto al secondo, anche se quasi interamente dovuto alle abitazioni esistenti, che hanno registrato una contrazione di quasi l’1% contro meno dello 0,2% di quelle nuove. In effetti, allargando lo sguardo a un periodo più ampio, ci accorgiamo come siano proprio le abitazioni esistenti o “vecchie” ad avere subito un vero crollo dei prezzi. A fronte di un calo generalizzato del 25% dal 2007 e di quasi il 16% rispetto al primo trimestre del 2010, i prezzi delle case nuove risultano in lieve ripresa dell’1,5% in 8 anni e mezzo, mentre quelli delle abitazioni vecchie sono crollati del 22% nello stesso frangente.

Che le case nuove tendano a reggere di prezzo maggiormente di quelle vecchie non sarebbe clamoroso; il punto è che la tendenza non accenna a diminuire e non si spiegherebbe più solo e tanto con il fatto che gli italiani abbiano pochi soldi da spendere per comprare un immobile. Insomma, la crisi c’entra sempre meno ormai. Parrebbe che uno dei problemi principali del mercato consista nella scarsa manutenzione delle case da parte degli italiani, questo sì per effetto molto probabilmente della crisi e delle scarse disponibilità finanziarie delle famiglie.

In pratica, molte abitazioni in vendita necessiterebbero da tempo una ristrutturazione e per questo tendono a diminuire di prezzo, anche perché coloro che si fanno un mutuo per comprarne una vorrebbero un immobile ben messo e non che necessiti di un’immediata ristrutturazione. Tanto varrebbe, a quel punto, buttarsi direttamente nelle case nuove, la cui ripresa sta avvenendo, pur a passo di gambero e con estrema lentezza.

C’è anche un problema sinora mai indagato fino in fondo: molti italiani starebbero affittando le case più carine che posseggono tramite le piattaforme online, per cui sul mercato restano in offerta perlopiù case poco curate. In pratica, si stanno creando due mercati paralleli: uno delle case migliori disponibili per l’affitto breve ai turisti, grazie a siti come Airbnb, l’altro delle case più bisognose di ristrutturazione e che pronte alla vendita, ma che proprio per questo non tengono il prezzo, anche perché la domanda, anziché cercare l’affare con immobili da sistemare, pretende qualità. Ecco spiegato forse perché nemmeno mutui a tassi bassissimi e prezzi delle case mai così convenienti stiano spingendo il mercato.