Il datore di lavoro può obbligare a lavorare nei giorni festivi? Ecco le novità

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21/07/2019

Il lavoro festivo è obbligatorio? Il datore di lavoro ha la facoltà di licenziare. Ecco le novità

Il datore di lavoro può obbligare a lavorare nei giorni festivi? Ecco le novità

Un dipendete è obbligato al lavoro festivo? Cioè in quei giorni segnati in rosso sul calendario o rischia di essere licenziato. Un dipendente a cui viene richiesto di prestare servizio nei giorni festivi, rifiuta di lavorare, il datore di lavoro gli obbliga di prestare servizio perché il contratto collettivo relativo prevede la possibilità del lavoro festivo. Per poter evitare di andare al lavoro il dipendete deve usufruire di un giorno di ferie. La Cassazione ha regolamentato tale situazione con la sentenza n. 18887/2019.

Quali sono i giorni festivi?

Mettiamo prima in chiaro quali sono i giorni festivi e poi vedremo se il lavoratore è obbligato a lavorare in tali giorni. Oltre alle domeniche che sono tutti giorni festivi, quindi riportati in rosso in calendario ci sono altri giorni ritenuti festivi per ricorrenze religiose e civili. Vediamo quali sono:

  • 1° gennaio: Capodanno;
  • 6 gennaio: Epifania;
  • Domenica di Pasqua;
  • Pasquetta o Lunedì dell’Angelo;
  • 25 aprile: giorno della Liberazione;1° maggio: festa dei Lavoratori;
  • 2 giugno: festa della Repubblica;
  • 15 agosto: giorno dell’Assunzione, o Ferragosto;
  • 1° novembre: festa di Ognissanti;
  • 8 dicembre: festa dell’Immacolata Concezione;25 dicembre: Natale;
  • 26 dicembre: Santo Stefano.

Il dipendente è costretto a lavorare in questi giorni?

Lavoro festivo: si è obbligati a lavorare?

Al riguardo del lavoro nei giorni di festa si è pronunciata la Cassazione a favore del dipendente, confermando che è diritto di quest’ultimo astenersi dal lavoro nelle ricorrenze civili e religiose. Per questo motivo l’azienda non può licenziare un proprio dipendente al suo rifiuto di lavorare durante le festività.  Il licenziamento è ritenuto illegittimo.


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Il lavoratore, quindi, ha il pieno diritto di astenersi dal lavorare nei giorni festivi infrasettimanali e ciò ha carattere generale, cioè riguarda qualsiasi categoria di lavoratori in quanto tutelati dalla Cassazione.

Questo diritto può essere abrogato solo da un accordo tra le parti. Tale accordo che non può essere istituito dal contratto collettivo nazionale di lavoro, neanche nel caso in cui in esso è prevista la possibilità di lavoro festivo. Ma l’accordo deve essere un patto siglato individualmente tra datore di lavoro e dipendente o tramite sindacato. Nell’accordo va specificato l’assunzione, da parte del dipendente, dell’obbligo di non poter rifiutare la prestazione nelle ricorrenze.

Ma anche con l’esistenza di tale accordo, è fatto sempre salvo il diritto del lavoratore di rifiutarsi di lavorare durante le festività.

Ci sono addirittura due leggi che prevedono l’inviolabilità delle festività infrasettimanali, che sono: Legge 260/49, modificata dalla 90/1954; legge 54/1977. Ambedue sono normative “sovraordinate”, quindi non ammettono integrazioni analogiche o commistioni con altre discipline. Quindi, neanche i Ccnl, lo possono abrogare prevedendo l’obbligo di lavorare nei giorni festivi. I sindacati per poter trattare con le aziende sulla rinuncia alle festività, hanno bisogno di un mandato individuale da parte di ciascun lavoratore.

Lavoro festivo: chi è obbligato a lavorare

Tale regola viene abrogata solo per una categoria di lavoratori: dipendenti sanitari pubblici e privati. In quanto, considerando la particolarità del campo e la delicatezza del settore, tali lavoratori non possono recedere dall’obbligo lavorativo se per esigenze di servizio devono lavorare nei giorni festivi. Per tutti gli altri casi il datore di lavoro non può derogare in modo unilaterale alla fruizione del riposo, anche per esigenze produttive.


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Lavoro domenicale: come funziona

Tutto ciò che abbiamo detto fin ora riguarda solo i giorni festivi infrasettimanali, per la domenica vige una disciplina diversa. Infatti, il lavoro domenicale è disciplinato dal D.lgs.66/2003 che stabilisce l’obbligo di lavorare la domenica, sempre che il dipendente possa disporre di un riposo settimanale di 24 ore, più altre 11 ore di riposo giornaliero. In conclusione, il lavoratore deve potersi riposare per almeno 35 ore ogni 7 giorni. Nel caso in cui il lavoratore non ha usufruito di un riposo settimanale, la settimana successiva ha diritto al doppio del riposo.

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