Il decreto cambiato prima della pubblicazione in Gazzetta: ecco le conseguenze

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26/01/2019

Il decreto cambiato prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sta causando all’Inps il blocco delle pensioni. Ecco cosa sta succedendo

Il decreto cambiato prima della pubblicazione in Gazzetta: ecco le conseguenze

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Cambia il testo del decreto prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, poiché ci sono problemi di coperture e nel contempo le domande pensioni Inps sono state bloccate.

Le ultime notizie riportano che la Ragioneria generale di Stato avrebbe apposto la propria bollinatura al decreto stimando che per tutte le misure previste ci vogliono ben 4,6 milioni di euro e non 3,9 milioni di euro come stanziati dal Governo.

Questo nuovo elemento porterà ad una importante revisione della spesa e di conseguenza all’attivazione delle clausole di salvaguardia. L’Inps dovrà effettuare i controlli non più bimestrale ma mensilmente. Nel caso in cui le domande dovessero essere superiori alle disponibilità economiche si procederebbe con tagli ai Ministeri o aumento delle tasse.

Molte preoccupazioni ci sono anche per le stime riportate per i potenziali beneficiari della Quota 100.

Facciamo presente che la quota 100 è una misura che coperture permettendo, resterà in vigore per tre anni, ma se le domande fossero superiori alle disponibilità, già da quest’anno molti ne resterebbero fuori.

Il decreto con le tutte le sue novità su pensioni di quota 100, aspettative vita, opzione donna deve ancora passare per l’approvazione del Parlamento prima di diventare ufficiale e poter dare il via alle novità approvate.

Nel frattempo, che si conclude questo itinerario milioni di lavoratori, pur avendo maturato i requisiti per andare in pensione, in mancanza di legge e circolari attuative da parte dell’Inps, sono costretti a continuare a lavorare. Ciò crea molto malcontento fra i cittadini, in più bisogna anche considerare il calcolo delle finestre per ogni tipo di pensioni che allunga ancora di più l’attesa.

Il decreto pensioni e novità domande per andare in pensione: ecco la situazione

Il decreto, quindi, finché non sarà approvato dal Parlamento non potrà diventare legge, in seguito alla tappa in Parlamento bisognerà attendere che l’Inps emetterà le circolari attuative per far si che le novità sulle pensioni entrino finalmente in vigore.

Le ultimissime notizie riportano che anche le domande delle pensioni di vecchiaia e di anzianità sono bloccate, ciò perché si aspetta che il decreto legge si approvato e che entri in vigore il blocco dello scatto dei cinque mesi di requisiti scattati il 1° gennaio 2019.

Ci sono decine di testimonianze che si lamentano dei rallentamenti dell’Inps nell’esaminare le domande di pensioni. Infatti, sembra che l’Inps ha dei tempi più lunghi perché è in attesa delle novità che dovrà apportare il decreto una volta approvato, soprattutto quelle sulle aspettative di vita e le circolari attuative, per procedere nel modo giusto con le nuove domande di pensioni.


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I rallentamenti si registrano anche per le pensioni anticipate con i requisiti di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e un anno in meno per le donne, che sono stati innalzati di 5 mesi, anche se col decreto si abbasseranno di nuovo di 5 mesi.  Quindi l’Inps anche per queste sta aspettando. La situazione si fa sempre più difficile e ciò viene anche testimoniato dalla accentuata affluenza agli sportelli dell’Inps per richieste di informazioni e solleciti delle pratiche.

La stessa situazione di stallo anche per le domande dell’Ape Social che fino a poco fa non si sapeva ancora ufficialmente se veniva o meno prorogata.

Bisogna anche segnalare che chi ha già raggiunto i requisiti per la quota 100 e per opzione Donna devono aspettare l’attivazione della finestra di uscita e quindi i tempi si allungano ancora di più.

Pensioni Inps sospese: ecco il perchè

Questa situazione va sempre più degenerando, ormai da parte dell’Inps si sta verificando un blocco delle pensioni causato da questa continua incertezza sul fronte delle novità sulle pensioni.

Il percorso del decreto è tutt’altro che finito, infatti si attende il suo ingresso in Parlamento dove c’è molta probabilità che ci siano eventuali emendamenti di modifica. Per questo l’Inps sta rallentando tutte le procedure perché attende le novità, creando di conseguenza tanto malcontento tra i lavoratori.

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