Il Fisco ci spia sul web, ecco come e a cosa fare attenzione

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16/07/2020

Sotto la lente del Fisco tutte le attività sul Web attraverso le piattaforme digitali: Facebook, Google, Instagram, ecc. Controlli a tappetto, 25 iniziative presentate, ecco di cosa si tratta.

Il Fisco ci spia sul web, ecco come e a cosa fare attenzione

Il Fisco ci spia sul web e con le nuove tecniche di semplificazioni i controlli saranno maggiori. Chi farà soldi con internet finirà sotto la lente di ingrandimento del Fisco che non lascia scampo. È stato appena presentato dalla Commissione Europea un pacchetto fiscale che prevede maggiori controlli a chi esula le tasse guadagnando su internet. In pratica, saranno sottoposte ad un rigido controllo tutte le piattaforme digitali: Facebook, Google, Instagram e non solo. Le stesse piattaforme dovranno informare l’Agenzia delle Entrate di chi fa affari in rete. Controlli a tappeto su chi fornisce servizi o vende prodotti con servizi attivi su internet, usando qualsiasi piattaforma elettronica. 

Il Fisco ci spia: 25 iniziative per scovare i furbetti

Il pacchetto fiscale prevede 25 iniziative, tutte mirate a migliorare e semplificare il sistema fiscale, attuabili fino al 2024. Un nuovo sistema che prevede l’abbattimento di burocrazia inutile, scambio di dati con i Paesi dell’Ue sempre nel rispetto delle regole fiscali e privacy; permette ai cittadini di reperire i dati tributari e tutelare i loro diritti. 

Tra le tante iniziative, sono previste nuove proposte per recuperare le tasse on pagate, una nuova Carta dei diritti dei contribuenti; l’inclusione nella Dac7 del denaro elettronico e delle criptovalute, la revisione delle regole IVA sui servizi finanziari. 


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Al vaglio anche un provvedimento a lungo termine che prevede l’ipotesi di una singola registrazione europea per l’Iva, una nuova stretta che coinvolga il centro europeo e le autorità competenti sui mercati finanziari e dogane, una trasformazione radicale dell’Eurofisc.

Ma la novità che desta maggiore interesse è quella che gli Stati membri potranno scambiare informazioni sui soggetti che producono redditi attraverso le piattaforme digitali, di qualsiasi tipologia. Un controllo a 360 gradi senza via di scampo. La proposta prevede che le piattaforme saranno obbligate ad informare le autorità nazionali sui redditi prodotto dagli operatori economici dalla fornitura di servizi, vendita di prodotti, locazione di immobii, o qualsiasi altro mezzo di investimento. L’obbligo è valido sia per le piattaforme europee sia per quelle estere.