Imposta di bollo conti corrente e deposito: quando non si paga?

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03/01/2020

Quando è dovuta l’imposta di bollo su conti corrente e conti deposito? Vediamo chi è esentato dal pagamento.

Imposta di bollo conti corrente e deposito: quando non si paga?

Cos’è l’imposta di bollo sui conti corrente e conti deposito, chi è tenuto al suo pagamento e chi, invece, può evitare di pagarla? Cerchiamo di capire chi, nel corso del 2020 sarà tenuto al pagamento dell’imposta introdotta dal ecreto salva Italia.

Imposta di bollo conto corrente

Si tratta di un’imposta annuale dovuta sulle giacenze dei conti corrente superiori a 5000 euro. Il costo è di 34,20 euro l’anno per le persone fisiche e di 100 euro l’anno per società e aziende. Introdotto nel 2012 dal Governo Monti, l’imposta viene applicata e prelevata direttamente dalla Posta o dalla Banca.

L’imposta di bolla di 34,20 euro è dovuta dalle persone fisiche per

  • Conti correnti
  • Libretti di risparmio
  • Prodotti finanziari

L’imposta va pagata solo per giacenze superiori ai 5000 euro. E’ dovuta quando le giacenze del deposito superano i 5mila euro e si calcola non si base annua ma trimestrale.

Se la giacenza da 5000 euro si supera  nell’arco di un trimestre l’imposta di bollo va pagata per quel trimestre.

Imposta di bollo conto deposito

L’imposta di bollo sul conto deposito è pari al 2 per mille dalla somma investita (per le persone giuridiche il tetto massimo dell’imposta è di 14mila euro). Questa imposta di bollo si calcola sul valore di mercato dei prodotti al 31 dicembre di ogni anno. Anche gli importi minimi e massimi sono stabiliti annualmente.

Chi è esente dal pagamento?

Non sono esentati dal pagamento dell’imposta di bollo solo coloro che hanno giacenze inferiori ai 5000 euro ma anche coloro in possesso di un Isee che sia inferiore ai 7500 euro. Attenzione, per essere esentati dal pagamento dell’imposta di bollo per Isee è necessario presentare Isee aggiornata annualmente altrimenti l’imposta sarà addebitata automaticamente dalla banca.