Imposta di registro: va pagata, esclusa dalla sospensione

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01/04/2020

L’imposta di registro esclusa dalla sospensione, va pagata nei termini per evitare sanzioni e interessi per mancato pagamento.

Imposta di registro: va pagata, esclusa dalla sospensione

Il versamento dell’imposta di registro non figura tra le misure di sospensione fiscale, quindi va versata regolarmente. Il congelamento delle imposte disposto dall’Esecutivo comprende solo i contributi previdenziali, le ritenute del lavoro dipendente e l’Iva scadente a marzo.

Imposta di registro esclusa dalla sospensione fiscale

Tra le misure messe in atto dai vari decreti sull’emergenza coronavirus, l’imposta di registro non rientra nella sospensione, quindi sia per i contratti di locazione, sia per le compravendite di immobili e aziende, il pagamento dovrà essere effettuato alla scadenza senza possibilità di proroga. Devono essere rispettati i termini temporali previsti, per evitare sanzioni con aggravio di interessi per mancato pagamento.

L’imposta di registro non è stata considerata tra quelle di possibile sospensione, dovuta per le locazioni di immobili, sia per rinnovo, per prima registrazione o cessioni di contratti.

Dove si applica l’imposta di registro?

L’imposta di registro si applica quando viene richiesta la registrazione di un atto. In linea generale devono essere registrati:

√ gli atti formati per iscritto nel territorio dello Stato
√ gli atti formati all’estero, che comportano trasferimento della proprietà o costituzione/trasferimento di altri diritti reali, anche di garanzia, su beni immobili o aziende esistenti in Italia, nonché quelli che hanno per oggetto la locazione o l’affitto degli stessi
√ i contratti verbali di locazione o affitto di beni immobili esistenti in Italia (e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite)
√ i contratti di trasferimento e affitto di aziende esistenti nel territorio dello Stato e di costituzione/ trasferimento di diritti reali di godimento sulle stesse (e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite).


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Quando non va pagata?

Sono esclusi dall’obbligo del pagamento dell’imposta di registro gli atti indicati nel Dpr n. 131/1986, tra cui si evidenziano come riporta l’Agenzia delle Entrate: “gli atti e i documenti formati per l’applicazione, la riduzione, la liquidazione, la riscossione, la rateazione e il rimborso di imposte e tasse, quelli per la formazione del catasto dei terreni e dei fabbricati, i contratti di lavoro subordinati, gli atti di natura traslativa o dichiarativa che hanno per oggetto veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico”.

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