In pensione con 64 anni di età e 42 anni di contributi: quali alternative per percettore di assegno di invalidità?

Buona sera.

Sono nato il 06,01,1954. Iniziato a contribuire , per legge, il primo aprile 1976.
2017 in cassa integrazione e licenziato il 10 gennaio 2018.
Per capacità lavorativa inferiore a un terzo percepisco assegno ordinario di invalidità calcolato sulla base della contribuzione e anzianità.
Di che morte devo morire?
Considerato che tanti più giovani di me godono i privilegi del mio sudore e a loro garanzia aspettano che parta per il non ritorno.
 
La domanda del nostro lettore è molto interessante perchè apre le porte a diversi scenari. 64 anni di età con quasi 42 anni di contributi. Licenziato il 10 gennaio 2018 e molto probabilmente percettore di Naspi per 24 mesi (questa è una mia ipotesi visto che si parla di licenziamento). Se percepisse la Naspi continuerebbe ad accumulare contributi figurativi per 24 mesi riuscendo ad arrivare alla pensione anticipata con 43 anni e 3 mesi di contribuzione versata ma…ovviamente c’è un ma. 
 
Il lettore in questione dice di fruire di assegno ordinario di invalidità, prestazione che non può essere cumulata con la Naspi e molto probabilmente al momento della scelta ha preferito tenere l’AOI piuttosto che fruire dell’indennità di disoccupazione.
 
Altra prerogativa di chi fruisce dell’assegno ordinario di invalidità è quella di non poter accedere alla pensione anticipata poichè tale prestazione si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia al compimento dell’età anagrafica richiesta per l’accesso alla pensione.
 
Non sapendo se l’assegno in questione vada rinnovato ancora ogni 3 anni o se è già diventato definitivo, penso che se il lettore ha scelto di fruire dell’AOI invece dell’indennità di disoccupazione la scelta più ovvia per il pensionamento sia quella di attendere il requisito anagrafico per accedere alla pensione di vecchiaia che per i nati del 1954 richiederà. purtroppo 3 mesi in più a causa dell’aumento dell’età pensionabile previsto (a meno che una normativa non blocchi tale aumento) dal 2021 ogni biennio: per approfondimenti leggere Andare in pensione per i nati nel 1954: un’altra brutta sorpresa per chi è nato quest’anno.
 
La sua pensione, quindi, arriverà nel 2021 ma con 3 mesi di ritardo rispetto ai suoi coetanei nati  appena 7 giorni prima… ennesima beffa…
 
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Redazione NotizieOra

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