In pensione prima dei 60 anni, a 62 anni o dopo i 65: quali strade e cosa cambia?

Come andare in pensione? La scelta tra le possibilità di uscita dipende (anche) inevitabilmente dai requisiti e, in particolare, dall’età pensionabile. Andare in pensione prima dei 60 anni, a 62 anni o dopo i 65 presuppone infatti un calcolo dei contributi e dell’assegno Inps diverso. Cerchiamo di capire quindi, proprio partendo dall’età, quali alternative si aprono ai lavoratori per la pensione.

In pensione prima dei 60 anni: quali alternative

La notizia più recente in tema di pensioni anticipate riguarda la proroga opzione donna 2019, che appare confermata in via ufficiale (anche se bisogna essere sempre cauti fino alla lettura della Legge di Bilancio). Se così fosse, quindi, le lavoratrici dipendenti potranno, previa penalizzazione sull’assegno, decidere di andare in pensione a 57 anni (58 per le autonome).
Resta aperta invece la questione lavoratori precoci, ovvero quota 41 che, probabilmente, non vedrà la luce prima del 2020.

Molti ci chiedono se queste sono le uniche due possibilità per andare in pensione prima dei 60 anni. In linea di massima, fatta eccezione per le forze armate, è così perché è molto difficile che chi ha appena compiuto 60 anni avrà soddisfatto il requisito contributivo richiesto per accedere alla pensione anticipata che, nel 2019, sarà incrementato di 5 mesi e sarà pari a:
• uomini: 43 anni e 3 mesi;
• donne: 42 anni e 3 mesi.
A conti fatti, per poter andare in pensione anticipata a 60 anni, bisognerebbe avere già iniziato a lavorare a 16 anni.

In pensione a 62 anni: i paletti per la quota 100 per tutti

quota-100-palettiLa quota 100 è, come abbiamo visto più volte, uno dei cavalli di battaglia del nuovo governo.
Per contenere i costi della quota 100 è stato fissato come requisito quello anagrafico di anni 62.

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In pensione dopo i 62 anni: chi rischia di lavorare fino a 65 o 70 anni

Ma non è detto che tutti coloro che hanno 62 anni automaticamente avranno diritto alla pensione quota 100. Bisogna infatti poter contare su un montante minimo di versamenti pari a 38 anni. Ecco perché per alcuni potrebbe trattarsi di quota 101, 102, 103 e così via e, di conseguenza, la pensione potrebbe essere spostata rispettivamente a 63, 64, 65 anni etc.
Dai 64 anni subentra anche l’opzione della pensione anticipata contributiva da considerare.

A 67 anni scatta l’età per la pensione di vecchiaia (con 20 anni di contributi), salvo che per i lavori usuranti, gravosi o su turni notturni, per i quali non si applica l’adeguamento.
Cosa succede se, a 67 anni, non si hanno alle spalle 20 anni di contributi versati? L’uscita è fissata a 71 anni (con almeno 5 anni di versamenti).