Indennità di accompagnamento: spetta all’invalido, non a chi se ne prende cura

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19/03/2020

Quando spetta l’indennità di accompagnamento per persone invalidi e quali sono i requisiti necessari?

Indennità di accompagnamento: spetta all’invalido, non a chi se ne prende cura

L’indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale che spetta all’invalido civili totali (100%) che non deambulano e non riescono a compiere le normali attività quotidiane senza l’assistenza di una terza persona, la prestazione viene erogata solo dietro presentazione di specifica domanda.

Indennità di accompagnamento

Un nostro lettore ci chiede:

Buongiorno, 

avrei bisogno di sapere se un artigiano può usufruire dell’accompagnamento per la madre anziana con molte patologie e semmai che documentazione deve produrre e a chi come documentazione.

Cordiali saluti.

L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi civili totali qualora sia stata accertata l’impossibilità a deambulare o l’incapacità di compiere in autonomia gli atti normali della vita quotidiana.

Per poter far richiesta dell’indennità di accompagnamento è necessario che sia stata riconosciuta inabilità al 100% e l’importo erogato è indipendente dall’età e dal reddito del beneficiario. Per il 2020 l’importo mensile erogato è di poco più di 520 euro.

Indennità di accompagnamento, i requisiti

L’indennità di accompagnamento è riconosciuta ai cittadini che posseggono tutti i seguenti requisiti:

  • invalidità riconosciuta al 100%
  • impossibilità a deambulare o incapacità di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana
  • essere cittadini italiani (se stranieri comunitari si deve risultare iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, se stranieri extracomunitari si deve possedere permesso di soggiorno della durata di almeno 1 anno)
  • la residenza del richiedente deve essere stabile sul territorio italiano.

Nel caso di sua madre, quindi, può richiedere l’indennità di accompagnamento (che sarà erogata a sua madre e non a lei) solo nel caso che l’invalidità  riconosciuta, quindi, sia al 100% e che insieme all’invalidità sua mamma sia impossibilitata a camminare o, in alternativa, che non riesca a compiere da sola, e senza l’aiuto di una terza persona, i normali atti della vita quotidiana (come mangiare, vestirsi, andare in bagno, lavarsi ecc…).

Per avere l’indennità, quindi, non basta avere patologie ed essere anziani ma serve essere in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa di riferimento.