Indennità di mensa con maggiori sconti per Covid, ecco per chi

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04/09/2020

Indennità di mensa, l’Agenzia delle Entrate interviene con chiarimenti sulla detrazione e l’imposizione fiscale a carico del lavoratore, maggiori sconti per lockdown Covid -19, ecco di cosa si tratta.

Indennità di mensa con maggiori sconti per Covid, ecco per chi

Coloro che non hanno fruito dell’indennità di mensa durante il lockdown per emergenza coronavirus avranno diritto a un’ulteriore detrazione, l’indennità non concorre alla formazione del reddito nel limite giornaliero di euro 5,29. Quindi, entro tale limite il lavoratore non viene tassato al lavoratore. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate.

Indennità di mensa e chiarimenti dell’Agenzia

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’indennità sostitutiva di somministrazione di vitto, corrisposta ai lavoratori dipendenti, caricata e non fruita per emergenza coronavirus, non rientra nel cumulo del reddito, va a confluire nell’esenzione del limite di euro 5,29. Questo significa che anche se l’indennità è stata caricata dal datore di lavoro, non grava sul cumulo di reddito finale al lavoratore, perchè effettivamente l’indennità non è stata fruita, anche se ci sono dei limiti da considerare. 

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sui contratti agevolabili

L’Agenzia specifica le modalità di come procedere per l’esenzione a carico dei lavoratori. Secondo l’AdE, la somministrazione di bevande e cibo, nel caso specifico di lockdown per emergenza da Covid-19, l’indennità potrebbe rientrare nella “mensa diffusa”, che diversamente all’indennità di mensa, consente di controllare in tempo reale l’utilizzo effettivo dell’indennità carica sulla card a carico del dipendente.

Quindi, le indennità non scaricate e quindi non fruite, non concorrerebbero alla formazione del reddito del dipendente, senza bisogno di rispettare alcun limite. 


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Bisogna chiarire che chi ha utilizzato il sistema di smart working non può utilizzare il servizio di mensa o qualsiasi indennità simile. 

Indennità di mensa, lo sgravio non è per tutti: ci sono dei limiti

Questo tipo di inquadramento lavorativo, prevede delle condizioni: 

l’orario di lavoro contrattuale deve prevedere una pausa pranzo;

il lavoratore deve appartenere ad una determinata unità di produzione;

l’unità lavorativa sia collocata in situazioni in cui per accedervi sono necessari mezzi di trasporto verso il luogo della ristorazione per poter spendere l’indennità di mensa corrisposta dal datore di lavoro;

l’indennità di mensa sia riservata solo ai dipendenti o simili. 

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