Indennità Naspi e mancato rinnovo contratto di lavoro, si perde il diritto?

Oggi chiamata NASpI, la disoccupazione “è una misura a sostegno del reddito per quelle persone che, senza colpa, perdano il posto di lavoro”. Riceve la disoccupazione, infatti, chi ha perso il lavoro non per sua volontà e deve aver reso la dichiarazione d’immediata disponibilità ai seguenti istituti: al lavoro ed agli interventi di politiche attive del lavoro: formazione, orientamento, riqualificazione, all’Inps, al centro per l’impiego o presso il portale Anpal.
Ma non è tutto: sono necessarie almeno 13 settimane di contributi versate negli ultimi 4 anni, purché non abbiano già dato luogo a un periodo di disoccupazione indennizzata, oltre che a 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno.

Quando la disoccupazione è involontaria

Viene definita disoccupazione involontaria quando il lavoratore, senza colpa, si trova senza lavoro, chiari esempi sono il licenziamento, dimissioni per giusta causa e mancato rinnovo di un contratto a termine.
In tal caso, però, è bene tenere a mente che la perdita del lavoro non deve dipendere dal lavoratore.
Quindi, per essere chiari, se il mancato rinnovo del contratto a termine avviene perché lo vuole il datore, si avrà diritto alla disoccupazione, ma la si perde se è il lavoratore a rifiutare il rinnovo. In tal caso, quindi, c’è la volontà, o la colpa, da parte del lavoratore a perdere il lavoro. Per evitare di perdere il diritto alla disoccupazione, conviene concordare con il datore di essere licenziati e sottoscrivere in sede sindacale, o presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, un impegno a non impugnare il licenziamento.

Parliamo di denaro

Per percepire l’importo è bene fare il seguente calcolo, che vale per qualsiasi contratto:

• Bisogna sommare gli imponibili previdenziali (in busta paga, sotto la voce imponibile Inps) degli ultimi 4 anni, comprensivi degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive;
• Si passa alla divisione del risultato per le settimane di contribuzione, indipendentemente dalla verifica del minimale (nel calcolo sono considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite);
• Infine, si moltiplica tutto per 4,33.

Qualora la cifra finale sia pari o inferiore a 1.208,15 euro, l’indennità ammonta al 75% di questo importo, qualora invece fosse superiore si somma anche il 25% della differenza tra l’imponibile e 1.208,15 euro.
Ma è bene tenere a mente che la Naspi non può mai superare i 1.314,30 euro mensili e, inoltre, l’indennità diminuisce del 3% al mese, dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Contratto a termine

Con la cessazione del rapporto a termine, l’interessato avrà l’indennità per un numero di settimane pari alla metà di quelle coperte da contribuzione negli ultimi 4 anni, senza tener conto del tipo di contratto di lavoro.

Come si richiede la disoccupazione?

Per richiederla bisogna presentare la domanda Naspi entro 68 giorni dalla perdita dell’impiego.
Se poi il lavoratore possiede il pin per l’accesso ai servizi web dell’Inps, sarà avvertito da quest’ultimo il quale renderà disponibile un modulo online precompilato per richiederla.
Infine, come ultima mossa, ci si può rivolgere ad un patronato.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.