Interessi di mora: cosa sono, applicazione e calcolo

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10/12/2019

Interessi di mora: si applicano su rate di debiti non pagate da parte dei debitori, ecco cosa sono e come fare il calcolo

Interessi di mora: cosa sono, applicazione e calcolo

Per interessi di mora si intende un costo che si paga in più, quando una rata non viene pagata nei tempi prestabiliti. Quindi, nel caso una rata dell’auto o del mutuo alla scadenza non viene pagata, bisognerà pagare in più un sovrapprezzo, rappresentato dagli interessi di mora che saranno maggiori degli interessi stabiliti per il finanziamento.

Interessi di mora: quando si applicano

La mora, che ha un interesse indubbiamente alto, ha come finalità quella di sanzionare il debitore e risarcire il creditore quando non vengono rispettate le scadenze delle rate dei debiti.  Per il pagatore gli interessi di mora sono una vera e propria multa per l’illecito commesso mentre per il creditore è un risarcimento danni.

Il calcolo degli interessi

Gli interessi di mora si calcolano con un tasso d’interesse maggiore di quello legale. Viene calcolato utilizzando una semplice formula: Interessi di mora = (importo dovuto * tasso di mora * numero di giorni d’interessi maturati) / 365.

Il denominatore sarà sempre uguale a 365 anche per gli anni bisestile. Quello che invece può variare, in base alle condizioni stabilite dal creditore, è il tasso di mora.

Il tasso di mora è regolamentato dal decreto 192/2012 che stabilisce che non può superare l’8%.

Interesse di mora: lecito o illecito

L’interesse di mora per essere ritenuto ufficiale deve essere dichiarato in modo chiaro e trasparente da parte del creditore. Nel momento in cui il debitore non paga una rata, il creditore deve inviare una raccomandata di sollecito, se entro 30 giorni la rata non viene saldata, scattano in modo automatico gli interessi di mora. Il debitore non può più far richiesta di patteggiamento e deve pagare l’interessi di mora per tutti i giorni di ritardo.

Esiste solo una circostanza in cui il debitore in caso di mancato pagamento di una rata non debba pagare l’interesse di mora. Questo è quando si può dimostrare che è subentrato un errore della banca.  Un esempio può essere quando, per errore della banca, il RID di addebito della rata sul conto corrente del debitore non è andato a buon fine e ciò non è stato comunicato dalla banca al cliente. In questa circostanza non si può imputare la colpa al debitore che aveva intenzione di pagare ma a un errore di comunicazione tra banca e cliente. In questo caso il debitore deve solo saldare l’importo della rata senza gli interessi di mora.