Intestare casa a figli minori, la procedura

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05/01/2020

Registrare un’abitazione a figli minorenni comporta una serie di passaggi da tenere bene a mente. Una breve illustrazione sui possibili rischi e vantaggi.

Intestare casa a figli minori, la procedura

Può capitare nel corso della vita di voler intestare la casa a figli minori. Una prassi poco comune ma, non inusuale, spesso dettata dall’esigenza di fare le cose giuste, al momento opportuno. Andiamo subito al punto della questione. Voler intestare la casa a figli minorenni, rappresenta un atto di donazione, per cui necessita la presenza di un notaio. Si tratta di un atto, per il quale si pagano le imposte allo Stato, oltre alla fattura del notaio che esegue tutto l’incartamento.

Quando la donazione è valida?

Il passaggio di proprietà dell’immobile non produce nell’immediato effetti rilevanti sui creditori (Agenzia delle Entrate Riscossione o altri). In quanto, questi possono esercitare azioni che portano al pignoramento dell’immobile fino ai 5 anni successivi. Inoltre, nel caso il cui la donazione sia un mezzo per sfuggire al pagamento Irpef, Ires o Irap, ossia, delle imposte sui redditi, è possibile incorrere in una denuncia penale. Altra postilla, non meno importante, riguarda la possibile lesione che potrebbero subire altri eredi. In ogni caso, questi ultimi hanno 10 anni di tempo dalla morte di chi ha predisposto l’ordine di donazione per decidere di far valere i propri diritti.

Intestare un’abitazione ai figli minori: i passaggi

I minori nell’ordinamento giuridico sono tutelati, prima di poter procedere al passaggio di proprietà dell’immobile è necessario ricevere l’autorizzazione emessa dal giudice tutelare. Non si tratta di una formalità, ma bensì di una domanda da presentare alla cancelleria del Tribunale dove risiedono i minori controfirmata da entrambi i genitori. In seguito all’autorizzazione si procede con tutta la documentazione (carta d’identità, atto di rogito dell’immobile) da presentare al notaio, in presenza di due testimoni.


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Il passaggio successivo riguarda il pagamento delle tasse del rogito che il notaio si appresterà a versare all’erario.  I costi della tassazione variano a seconda che si tratta di prima casa, oppure no. Sommariamente i costi riguardano, l’imposta di registro, ipotecaria, catastale e la parcella del notaio.

Cosa succede se si litiga con il figlio proprietario della casa?

Può succedere che nel corso degli anni subentrano delle incomprensioni con il figlio proprietario dell’immobile. A questo punto, il figlio “proprietario” potrebbe intimare lo sfratto dall’abitazione del padre (donatore della casa). Per questo all’atto della donazione è importante inserire la riserva di usufrutto a favore del donatore. In questo modo, il donatore (padre o madre) potrà usufruire dell’abitazione fino a vita natural durante, ossia fino alla morte.