Investire nel 2018: quali settori e aree sono più attraenti?

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11/01/2018

Quali sono le aree e i settori in cui pensare di investire nel corso del 2018? I piani di azione non disdegnano l’Asia, l’Europa e gli USa, vediamo in che comparti.

Investire nel 2018: quali settori e aree sono più attraenti?

Come accade ogni anno le strategie per i prossimi 12 mesi sono pianificate ad inizio anno. Con il settore obligazionario sotto pressione la scelta migliore per il 2018 potrebbe confermarsi l’equity anche se le performance potrebbero variara da regione a regione  ma anche da settore a settore. Vediamo, quindi, che selezione bisogna fare dei titoli da inserire nel proprio portafoglio azionario.

Le sorprese dell’Asia

L’Asia, nonostante tutto, potrebbe ancora riservare delle sorprese con la Cina, l’India, La Tailandia, Singapore, Indonesia e Corea tutto in valuta locale. Non in singoli titoli, ma con strumenti diversi che vadano a coprire gli investimenti dal rischio cambio. La crescita delle economie emergenti, infatti, grazie al radicale cambiamento del ciclo economico, potrebbe superare quella dei paesi sviluppati: occhi aperti su titoli ciclici legati alle infrastrutture.

Usa: prospettive ancora positive

Nonostante le belle sorprese regalate nel 2017 da Wall Street anche nel 2018 in Usa le prospettive rimangono positive grazie alla neo riforma fiscale di Trump che potrebbe portare un continuo miglioramento che potrebbe trainare il settore azionario. Prudenza nel comparto tech che potrebbe presentare volatilità e attenzione al rischio cambio nel caso il dollaro dovesse svalutarsi.


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Europa ancora attrente

Anche se la Bce sta riducendo il piano di quantitative easing anche l’Europa mantiene la sua attrattiva negli investimenti anche se ci potrebbero essere delle ripercussioni nel piani obbligazionario ma potrebbe non fermare, invece, la corsa dell’azionario che potrebbe avere interessanti margini di crescita. Buoni i settori delle infrastrutture, la finanza e i beni ciclici anche se l’Italia potrebbe rappresentare l’eccezione almeno per la prima parte dell’anno a causa dell’appuntamento elettorale.