ISEE con DSU precompilata: ecco come funziona e chi riguarda

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19/01/2020

Ecco come funziona la DSU precompilata e chi potrà utilizzarla. Vediamo cosa predispone l’INPS al riguardo.

ISEE con DSU precompilata: ecco come funziona e chi riguarda

Apre ufficilamente i battenti la DSU precompilata resa disponibile dall’INPS dall’inizio del 2020 in attuazione del DL 233 del 4 ottobre 2019. La novità consentirà ai cittadini di prednetare la DSU in un modo semplice e immediato, sia in modalità autonoma che servendosi dell’aiuto di un CAF. A spiegarlo l’INPS con il messaggio 96 del 2020, pubblicato il 15 gennaio dall’istituto.

DSU precompilata

Ovviamente la DSU precompilata resta solo una scelta rimanendo anche la possibilità di presentare ad avvalersi dell’invio dell DSU tradizionale.

La precompilata, la momento, è in fase sperimentale e potranno utilizzarla soltanto coloro che hanno presentato una DSU all’INPS tra il 2016 e il 2018 per via telematica a cura del richiedente (senza, quindi, avvalersi dell’aiuto dei CAF).

Per poter utilizzare la DSU precompilata è necessario essere in possesso di una della seguenti credenziali:

  • PIN INPS dispositivo
  • SPID
  • Carta di identità elettronica
  • Carta nazionale dei servizi

Per utilizzare la DSU precompilata è necessario collegarsi al sito dell’INPS, dichiarare di aver acquisito la delega degli altri componenti del nucleo familiare maggiorenni, indicando per ciascuno codice fiscale e numero di tessera sanitaria con relativa data di scadenza.

Una volta fatto questo il dichiarante dovrà fornire solo i dati relativi alla composizione del nucleo familiare mentre non sarà più necessario aggiungere quelli già presenti nell’archivio amministrativo, come ad esempio i dati per la casa di proprietà.

Se l’Isee è già stato richiesto in passato è possibile, comunque, chiedere, nella procedura, che vengano precaricati tutti i dati presenti nell’ultima DSU (sempre che la situazione del nucleo familiare non sia cambiata).

Per ogni componente del nucleo familiare andrà comunque dichiarato un dato del modello 730 di 2 anni prima e il saldo dal 31 dicembre di due anni prima dei conti correnti e libretti di risparmio del corrispondente componente del nucleo familiare.

Il tutto ovviamente sarà controllato dall’Agenzia delle Entrate, sia i dati precaricati che quelli autodichiarati.