La patrimoniale sulla ricchezza degli italiani in forma di investimento forzoso?

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29/10/2018

La patrimoniale sulla ricchezza degli italiani in forma di investimento forzoso?

Una bomba è stata lanciata dalla Germania contro l’Italia e più precisamente dalla Bundesbank. Il responsabile della divisione Finanze, Karstens Wendorff, ha proposto l’imposizione di una patrimoniale a carico della ricchezza privata degli italiani nelle forme di un investimento forzoso. Di cosa si tratta? I tedeschi notano da anni che le famiglie italiane siano tra le più ricche del pianeta, disponendo di un patrimonio superiore a 5 volte il pil, a fronte di un debito pubblico del 130% del pil. Per la banca centrale tedesca, servirebbe un travaso di risorse dal settore privato a quello pubblico, attraverso un investimento forzoso. In quali modalità? Prelevando il 20% del valore dei patrimoni privati e convertendolo in titoli di stato, offrendo ai legittimi proprietari un rendimento annuo fino alla scadenza.

L’ipotesi estrema ha fatto scattare l’allarme in Italia, anche perché non è la prima volta che simili proposte vengono lanciate da Francoforte. Si tratta di misure poco o affatto praticabili, comunque. La ricchezza privata degli italiani comprende, ad esempio, anche beni poco o per niente liquidi, come gli immobili. Quella finanziaria netta ammonta a circa 4.300 miliardi di euro, ma meno di un terzo di essa si ha in forma di conti correnti, depositi e monete. Ne consegue che qualsiasi patrimoniale che esulasse da essa intaccherebbe investimenti realizzati in azioni, obbligazioni, fondi, etc. Costringere le famiglie a disinvestire equivarrebbe a provocare sconquassi finanziari nei loro bilanci e sui mercati, con conseguenze anche poco prevedibili.

Nemmeno intaccare in percentuale così rilevante i conti bancari sarebbe un’operazione in sé facile. Sottrarre alle banche 2-300 miliardi di euro farebbe malissimo alla loro liquidità e le esporrebbe a rischi di corsa agli sportelli. Insomma, la Bundesbank sembra averla sparata grossa. Anche perché non solo l’investimento forzoso o coattivo che dir si voglia sarebbe complicato da attuare, per di più rischierebbe di essere persino inutile. Se lo stato è tenuto a rimborsare i titoli in cui la ricchezza privata è stata tramutata, tali denari andranno reperiti ancora una volta sul mercato con emissioni di debito pubblico. Pertanto, non si vedono i vantaggi di una super patrimoniale, visto che formalmente l’entità del debito resterebbe uguale (gli investimenti forzosi sarebbero debiti) e alla scadenza i titoli andrebbero rimborsati con nuove emissioni del Tesoro.


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Un senso, tuttavia, la proposta tedesca lo avrebbe solo nel caso in cui la Germania temesse che l’Italia da qui a breve possa perdere l’accesso ai mercati finanziari, non trovando più investitori privati disponibili a prestarle denaro su base volontaria e a costi sostenibili. Avete presente l’ipotesi del lancio dei Cir, i Conti individuali di risparmio proposti dalla Lega? Ecco, sarebbe qualcosa di simile, ma obbligatoria per le famiglie, una forma di esproprio ai danni di risparmiatori, piccoli investitori e, chissà, persino semplici proprietari di un immobile, come in oltre l’80% dei casi tra le famiglie italiane. Ripetiamo, la patrimoniale così concepita sarebbe un’idea poco perseguibile e i cui costi supererebbero probabilmente di gran lunga i benefici, con questi ultimi ad essere transitori e minimi. Ad ogni modo, che a Francoforte si parli di investimento forzoso per i privati cittadini italiani segnala l’allarme che sarebbe già scattato all’estero per questo spread a oltre 300 punti, a sua volta figlio dello scontro tra il governo euro-scettico dei penta-leghisti e la Commissione europea.