La tassa sui contanti è allo studio del governo, ecco le novità

-
17/09/2019

La tassa sui contanti: il 2% sui prelievi bancomat che superano i 1.500 euro al mese e un bonus del 2% per incentivare l’uso della carte di credito

La tassa sui contanti è allo studio del governo, ecco le novità

Il nuovo governo giallo rosso, per combattere l’evasione fiscale sta studiando una tassa sui prelievi effettuati al bancomat, ma solo per quelli che superano i 1.500 euro mensili. L’obiettivo è colpire gli evasori fiscali, che sottraggono al fisco una cifra che si aggira intorno ai 100 mila euro. La tassa sul contante consiste in una commissione pari al 2% sui prelievi che eccedono i 1.500 euro e molto probabilmente sarà introdotta nella prossima legge Finanziaria.

Tassa sui prelievi e bonus per chi paga con carta

La proposta dell’introduzione della tassa sui contanti è affiancata da una proposta a favore di chi utilizza nei pagamenti la carta di credito o il bancomat. Si è proposto un bonus del 2%, che non è uno sconto immediato ma si recupererà con la dichiarazione dei redditi. In questo modo, vi è la possibilità che l’Italia risalga la classifica dei Paesi che usano ancora troppo poco la moneta elettronica. Infatti, il nostro Paese è tra gli ultimi in classifica per l’utilizzo della carta di credito. Secondo uno studio che ha osservato l’utilizzo delle carte di credito e digital payments eseguito da GFK,  Assofin, Nomisma Crif nel 2017 è stato registrato un lieve aumento dell’1.9% rispetto all’anno precedente nell’uso di questi metodi di pagamento. Ed anche il numero di transazioni è salito del 10%.


Leggi anche: Tassa sui prelievi bancomat: contro l’evasione fiscale ecco la proposta di Confindustria

Tassa sui contanti: chi colpisce

C’è da dire che la nuova tassa sui contanti verrà applicata solo a un quarto dei titolari di conti correnti, in quanto il restante tre quarti prelevano una cifra inferiore a 1.500 euro al mese dagli sportelli bancomat. Come abbiamo già detto l’obiettivo è quello di colpire gli evasori fiscali, favorendo il più possibile la tracciabilità dei pagamenti.

Il nuovo governo Conte bis, che si trova d’accordo si questo punto, vuole estendere l’obbligo di pagare con moneta elettronica tutte le prestazioni o servizi che rientrano nelle detrazioni e nelle deduzioni. Come già accade per incassare il bonus fiscale sulle ristrutturazioni edilizie. Per i commercianti invece potrebbe essere eliminata la commissione sui micropagamenti e introdurre sanzioni per quei commercianti che si rifiutano il pagamento con carta di credito o bancomat.  Inoltre sarà esteso per tutta la pubblica amministrazione l’obbligo di incassare solo tramite mezzi elettronici, come ad esempio la sanità.

Tassa sui contanti: che è contro?

Matteo Salvini, lider della lega, ha nettamente bocciato questa proposta, insieme a Massimo Bitonci, deputato del Carroccio ed ex sottosegretario al Mef, ha definito tale tassa una vera e propria follia.  Anche Confesercenti e Confcommercio, sono contrari alla tassa sui contanti, in quanto, temono effetti negativi sui consumi. Infine, si è schierato dalla parte del no anche l’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, affermando che: “Gran parte dell’evasione avviene senza che ci sia passaggio di contanti, ma manipolando i bilanci delle imprese”. Per questo ritiene che la tassa sui contanti

Aumento Iva solo per chi paga in contanti: stangata per chi non usa il bancomat, ecco il piano