Lavoro e trasferte: imposizione fiscale e contributiva, l’Inps si rassegna a perdere le cause

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28/12/2019

Lavoratori in trasferta (transfertisti), in base all’imposizione contributiva e fiscale, l’Inps si rimette all’interpretazione della magistratura, la circolare.

Lavoro e trasferte: imposizione fiscale e contributiva, l’Inps si rassegna a perdere le cause

Lavoratori in trasferta e tassazione con prelievo contributivo, l’Inps con la circolare numero 158 del 23 dicembre 2019 in materia di lavoro e trasfertismo, afferma che il contenzioso in atto sarà giudicato dalla posizione della magistratura in base alle interpretazioni normative. Il trattamento contributivo e fiscale sulle trasferte corrisposta ai lavoratori ha generato sempre molti dubbi.

L’articolo normativo 7-quinquies del decreto-legge n. 193/2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225/2016 contiene le regole per il prelievo contributivo e la tassazione fiscale delle somme corrisposte ai lavoratori in trasferta (trasfertisti).

Lavoro e trasferte: la circolare Inps con le regole interpretative

L’interpretazione dell’Inps in questa circolare è la seguente: “si interpreta che i lavoratori rientranti nella disciplina ivi stabilita sono quelli per i quali sussistono contestualmente le seguenti condizioni:

a)  la mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro;

b)  lo svolgimento di un’attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente;

c)  la corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi, di un’indennità o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si è effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta.

Ai lavoratori ai quali, a seguito della mancata contestuale esistenza delle condizioni di cui [……], non è applicabile la disposizione di cui al comma 6 [….]”.

In base a questo principio l’Inps chiarisce nella circolare che il contenzioso in atto sarà giudicato dalla magistratura, la quale in base all’interpretazione della normativa vigente, dovrà affermare l’esatta imposizione fiscale e contributiva.

È possibile leggere qui la circolare Inps n. 158 del 23 dicembre 2019