Lavoro in forte crescita, nel 2017 aumentate le assunzioni e diminuiti i licenziamenti

L’INPS pubblica i dati dell’Osservatorio sul precariato, che denotano una ripresa del lavoro, aumentano le assunzioni e diminuiscono i licenziamenti, che si configurano per lo più nella scadenza dei contratti a termine.

L’INPS comunica i dati  sul lavoro dell’Osservatorio sul precariato di dicembre 2017. I dati pubblicati evidenziano nel settore privato, nel corso dell’intero anno, un saldo tra i flussi di assunzioni e cessazioni pari a +488mila, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+326mila) e inferiore a quello del 2015 (+613mila).

Il saldo annuo complessivo, che misura la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro, riflette dinamiche diverse in base alle tipologie contrattuali: è pari a -117mila per i contratti a tempo indeterminato, a +58mila per i contratti di apprendistato, a +10mila per i contratti stagionali e, soprattutto, a +537mila per i contratti a tempo determinato.

La dinamica dei flussi

Nel corso del 2017 è aumentato il turnover dei posti di lavoro grazie soprattutto alla forte crescita delle assunzioni (tra gennaio e dicembre 2017 in aumento del 18,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Sono aumentate anche le cessazioni ma a un ritmo inferiore (+17%).

Il maggior contributo alla crescita delle assunzioni è arrivato dai contratti a tempo determinato (+27,3%) e dall’apprendistato (+21,7%); sono invece diminuite le assunzioni a tempo indeterminato (-7,8%), un dato riconducibile alle assunzioni part time.

Tra le assunzioni a tempo determinato appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+21,5%) e, ancora di più, quello dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-dicembre, sono passati da 199mila (2016) a 438mila (2017), con un incremento del 120%. Questo aumento significativo – come, in parte, anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a tempo determinato – può essere motivato dalla necessità per le imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo e sostituiti, da luglio e solo per le imprese con meno di sei dipendenti, dai nuovi contratti di prestazione occasionale.

Questi andamenti hanno comportato una riduzione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: 23,2% nei dodici mesi del 2017 contro il 42% del 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato.

Le trasformazioni complessive – includendo, accanto a quelle da tempo determinato a tempo indeterminato, anche le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti – sono state nel 2017 371mila, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2016 (-15,6%). Su questa flessione ha influito l’attesa per i nuovi sgravi contributivi entrati in vigore il 1° gennaio 2018.

Quanto alle cessazioni, sono aumentate soprattutto quelle di rapporti a termine (+25,3%) mentre le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato sono sostanzialmente stabili (-0,2%).

Tra le cause di cessazione, i licenziamenti riferiti a rapporti di lavoro a tempo indeterminato risultano pari a 616mila, in diminuzione rispetto allo stesso periodo di gennaio-dicembre 2016 (-6,7%) mentre sono in aumento le dimissioni (+6,1%). Il tasso di licenziamento, calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per il 2017 pari al 5,3%, inferiore a quello registrato per lo stesso periodo del 2016 (5,5%).

Le retribuzioni iniziali dei nuovi rapporti di lavoro

Quanto alla struttura retributiva dei nuovi rapporti di lavoro, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-dicembre 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro che passano dal 57,4% del 2016 al 54,3% del 2017.

“Garanzia giovani” e “Occupazione Sud”: fruizione degli incentivi

Tra gennaio e dicembre 2017 sono stati incentivati 58.942 rapporti di lavoro nell’ambito del programma “Garanzia giovani” e 111.466 rapporti di lavoro (88.956 assunzioni e 22.510 trasformazioni) nell’ambito della misura “Occupazione Sud”.

Fonte: INPS

Angelina Tortora

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