Lavoro intermittente o a chiamata: che cosa è e come funziona, ecco tutte le informazioni

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27/12/2019

Il lavoro intermittente è una tipologia di contratto che un datore di lavoro può utilizzare in caso di necessità o eventi speciali. Vediamo di cosa si tratta.

Lavoro intermittente o a chiamata: che cosa è e come funziona, ecco tutte le informazioni

In caso di eventi speciali, alcune aziende o enti assumono lavoratori con contratti di lavoro intermittente o a chiamata. Vediamo in cosa consiste questa tipologia di contratto.

Contratto di lavoro intermittente: introduzione e requisiti

Con il contratto intermittente, detto anche a chiamata o Job on call, il lavoratore si rende disponibile a svolgere una prestazione su chiamata del datore di lavoro.

Esistono due tipologie di contratti di lavoro intermittente.

Nel primo caso, il lavoratore ha l’obbligo di rispondere alla chiamata del datore di lavoro. Il datore deve corrispondere una quota mensile, la cosiddetta indennità economica di disponibilità, al lavoratore nel periodo di “pausa”, il quale si impegna ad essere disponibile in caso di chiamata;

Nel secondo caso, il lavoratore non è obbligato a rispondere. Il contratto, in questo caso, si instaura solo al momento della chiamata ed, ovviamente, l’indennità non è corrisposta.

La prestazione del lavoratore intermittente può essere discontinua, anche se resa per periodi lunghi. Tali periodi devono essere, però, intervallati da interruzioni, cosicché non vi siano coincidenze tra durata del contratto e prestazione.

Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato con lavoratori che hanno seguenti requisiti:

  • meno di 24 anni di età;
  • più di 55 anni di età.

Secondo la normativa, con questo contratto è legittimo licenziare un lavoratore al raggiungimento dei 25 anni di età.

Durata del contratto

Il contratto di lavoro intermittente è ammesso per un periodo non superiore  a 400 giornate nell’arco di 3 anni solari. Questi limiti non vengono considerati per il settore del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.

Quindi, nel caso in cui il periodo di lavoro supera questo limite, il contratto si trasforma in un rapporto a tempo pieno e indeterminato.

Caratteristiche tipiche del contratto

Un datore di lavoro, di solito, sceglie di assumere con contratto a chiamata, quando non conosce in anticipo la frequenza della prestazione di lavoro. Per questo motivo, il contratto di lavoro intermittente può essere a tempo determinato o a termine.

Il contratto, per avere validità, deve essere stipulato in forma scritta e contenere i seguenti elementi:

  • durata;
  • motivazione della stipula;
  • luogo e modalità della disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore;
  • relativo preavviso di chiamata da parte del datore, che non può essere inferiore a 1 giorno;
  • trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita, comprensivo dell’indennità di disponibilità, se prevista;
  • forma e modalità di svolgimento della prestazione, secondo le direttive del datore di lavoro;
  • modalità e tempi di pagamento della retribuzione e dell’indennità di disponibilità;
  • eventuali misure di sicurezza specifiche, necessarie in relazione al tipo di attività prevista nel contratto.

Il datore di lavoro deve comunicare l’assunzione del lavoratore con le stesse modalità  previste per i lavoratori dipendenti.

La comunicazione, però, va fatta una sola volta alla prima stipula del contratto.

Inoltre, ricordiamo, che il lavoratore può stipulare:

  • più contratti di lavoro intermittenti, anche con più datori;
  • un contratto di lavoro intermittente più altre tipologie di contratti, solo se sono compatibili tra loro.

Inoltre, nel caso in cui il lavoratore, che si è impegnato contrattualmente a rispondere alla chiamata, non potesse farlo, deve informare il prima possibile il datore di lavoro, specificando la durata dell’impedimento. Ovviamente, durante il periodo di temporanea indisponibilità, il lavoratore non matura il diritto di indennità

Il rifiuto ingiustificato alla chiamata, invece, può costituire motivo di licenziamento e comportare la restituzione della quota di indennità di disponibilità.


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Infine, secondo la normativa, è vietato l’uso del contratto intermittente nei seguenti casi:

  • sostituzione di un lavoratore in sciopero;
  • inserimento in unità lavorative nelle quali, 6 mesi prima, siano stati fatti licenziamenti;
  • nelle imprese che non hanno effettuato valutazioni dei rischi secondo la normativa in materia di sicurezza  sul lavoro.

Per conoscere tutti i dettagli inerenti a questa tipologia di contratto, è possibile consultare gli articoli 13 e 14 del D.lgs 81/2015.

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