Lavoro: nuova sindrome Workaholism, cos’è e come riconoscerla

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31/03/2020

Workaholism o sindrome da dipendenza dal lavoro indica il bisogno incontrollato di lavorare più di quanto richiesto sviluppando una vera e propria ossessione lavorativa. Come riconoscere questa malattia.

Lavoro: nuova sindrome Workaholism, cos’è e come riconoscerla

Sindrome da dipendenza dal lavoro o Workaholism, è un disturbo in Italia ancora sottovalutato. In realtà, si pensa che la sua incidenza sia pari a quella del gioco d’azzardo patologico. Tra l’altro proprio il termine workaholism deriva dalla fusione di work (=lavoro) e alcoholic (=alcol). Infatti, secondo l’ideatore del termine, lo psicologo americano Wayne Oates, una così importante dedizione alla professione è simile a quella dell’alcolismo che porta a trascurare tutto: famiglia, amici e salute.

Quando la dipendenza da lavoro fa male

La sindrome da dipendenza da lavoro, detta anche workaholism oppure work addiction, è stata studiata dallo psicologo americano Wayne Oates nel 1971, e indica il bisogno incontrollato di lavorare più di quanto richiesto. Magari, dal principio per motivi professionali, per una promozione di carriera, un progetto importante, in seguito sviluppando una vera e propria ossessione lavorativa, non riuscendo a staccarsi o smettere.

Nonostante in Italia non se ne parli abbastanza, la dipendenza al lavoro è entrata nella classifica delle nuove dipendenze (New addiction) accanto a: shopping compulsivo, navigare su internet, giocare, il tutto portato all’eccesso.

Secondo il Centro Hikikomori, Centro studi e terapia sulle nuove dipendenza e problematiche relazionali, il workaholism è un disturbo ossessivo-compulsivo. 

Nello specifico, il workaholic è una persona che ha bisogno di lavorare talmente eccessivamente da creare disagi alla sua salute, sia fisica, che mentale, arrivando ad allontanarsi dagli affetti e dalle relazioni personali e sociali. 


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Spesso la dipendenza da lavoro nascono come scappatoia per evitare emozioni negative, relazionali o di responsabilità.

Come riconoscere un workaholic, ovvero una persona dipendente dal lavoro

La persona dipendente dal lavoro (work addiction), in realtà ha perso il controllo della sua vita lavorativa. Non riesce a darsi delle regole o a fermarsi. 

Vediamo quali sono i segnali per sapere se tu, o un tuo amico o conoscente, non è sei un super lavoratore, ma una persona con dipendenza dal lavoro.

1)Il lavoro è il centro della tua vita. Qualsiasi altro impegno può essere rimandato, ma non il lavoro perché è più importante. Ti giustifichi dicendo che hanno bisogno di te e senza di te non saprebbero come fare. Non deleghi mai.

2)Non sai disconnetterti e rilassarti. Trovi sempre una scusa per continuare a lavorare. Il riposo è per gli altri. I giorni liberi sono sprecati. Sei il primo che entra al lavoro e l’ultimo ad uscirne. Anche il tempo per mangiare è fatto in fretta e magari continui a lavorare.

3)Sei sempre “connesso” 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Anche alla fine di una lunga giornata di lavoro in ufficio, continui a controllare  le email, a rispondere ai messaggi. Sei disponibile per l’azienda ogni giorno, ora, momento. Vai in panico se rimani senza batteria del cellulare o senza connessione internet.

4)La tua casa è diventata il tuo secondo ufficio. Anche se sei con la tua famiglia, controlli sempre il cellulare nel caso arrivasse un messaggio importante. Cogli l’occasione per preparare nuovi documenti, presentazioni o altro pur di rifugiarti nel tuo lavoro. In realtà stai fisicamente con la tua famiglia ma mentalmente lavori, trascurando i tuoi affetti. 

Una persona dipendente dal lavoro può soffrire anche di una serie di patologie come: ansia, irritabilità, preoccupazione, stress, insonnia, depressione, aumento di peso. 


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Le conseguenze di queste patologie sono malattie fisiche vere e proprie come: ulcera, ictus, malattie coronariche.

5 rimedi più 1 per mettere sul giusto binario il proprio lavoro

Ecco alcuni rimedi da utilizzare per rimettere sul giusto binario il lavoro e la vita e cercare di vivere più consapevolmente

1)Riconosci e decidi. Il primo passo, come ogni dipendenza, è riconoscere di avere un problema. Questo passo è importante perché può essere considerato un punto di partenza per decidere come risolvere il problema.

2)Rifletti sulle cause. Ovvero, rifletti sul motivo che ti ha portato ad essere così dipendente dal tuo lavoro. Fatti delle domande. Per esempio: paura di perdere il lavoro, una promozione? Hai usato il lavoro come rifugio per una situazione di stress personale?

3)Controlla le priorità. Distingui i tuoi impegni tra essenziali, importanti, secondari e da delegare. Quest’ultimo, delegare, è importante perché ti permette di alleggerire un lavoro, sia in modo pratico, che emotivo. Tra le priorità inserisci anche il tuo benessere, la tua famiglia, e gli amici.

4)Pianifica. Che tu sia un’amante del cartaceo o fan del digitale, ti suggerisco di pianificare le tue giornate e i tuoi impegni nell’arco della settimana. Importante, in questa fase, è anche capire in che momento della giornata sei più produttivo e inserire determinate attività la mattina ed altre il pomeriggio.

5)Limita gli impegni giornalieri. Mentre pianifichi la tua settimana, ricorda di non inserire troppi impegni all’interno di una giornata. Infatti, bisogna calcolare anche gli imprevisti per far sì che un impegno non porti via più tempo del necessario. Inoltre, ricorda anche che non è necessario iniziare un lavoro e finirlo in una volta. Anzi è preferibile prendersi delle pause (o continuare il giorno dopo) occupandosi di attività extralavorative come: lettura, visione di un film, telefonata ad una amico, iniziare un hobby.

6)Infine, se credi di non essere in grado di uscirne da solo, non avere paura a chiedere l’aiuto di un professionista. Uno psicologo, un terapista o coach life può aiutarti fornendoti gli strumenti per mostrarti il binario giusto che seguirai per uscire dal tuo problema.

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